“Legge dello Specchio”: conosci te stesso mediante le proiezioni della tua Mente.....14....11.....20

“Legge dello Specchio”: conosci te stesso mediante le proiezioni della tua Mente

Dott.ssa Claudia Casalboni

Ti piacerebbe sapere che ogni avvenimento che ti accade, così come ogni esperienza che vivi, può avere un’interpretazione a seconda delle caratteristiche della tua personalità?

Secondo la “Legge dello Specchio”, il mondo con cui ognuno di noi si confronta, non è altro che un riflesso del proprio essere interno; ciò significa che assume rilevanza solo ciò che è già dentro di noi, ciò che è conosciuto in quanto affine o problematico.

È facile e scontato dare la colpa agli eventi, alzando le mani rispetto alle proprie responsabilità, oppure vedere il mondo popolato da ostacoli e nemici, senza essere consapevoli che l’esterno è solamente uno specchio dell’interno. Quando impariamo a concepire persone e situazioni come parti della sceneggiatura della nostra vita, iniziamo a capire.

Ma andiamo più nello specifico. Se quello che attraggo riflette ciò che sono, arriverà solo quello di cui ho bisogno in quel momento per la mia evoluzione: la maggior parte dei desideri che pensiamo di avere a livello conscio sono ingannevoli, costruiti, frutto della disconnessione con il nostro vero centro.

Libri e varie...

A livello inconsapevole, possiamo avere necessità del tutto diverse, che nemmeno prendiamo in considerazione e nel momento in cui combattiamo per obiettivi idealizzati, i frutti continueranno a non maturare. D’altro canto, sapere cosa si vuole realmente, essere centrati su di sé, permette di agire in sintonia con l’esterno, comprendere la realtà e attuare le giuste mosse per raggiungere i propri obiettivi. La “Legge di Attrazione” afferma che si può letteralmente creare la propria vita.

Ma allora, perché facciamo così fatica a sapere quello che vogliamo veramente?

I condizionamenti sociali, le aspettative genitoriali, gli obblighi e i divieti a cui siamo sottoposti fin dalla nascita, plasmano la nostra personalità e creano modelli di pensiero e di comportamento artificiali, che ci allontanano da noi stessi, contraendo le nostre emozioni e dominando i nostri desideri.

Veniamo letteralmente deviati, fino a non sapere più chi siamo, vincolati a vivere esistenze insoddisfacenti, permeate dalla paura o dalla brama, segnali della profonda incoerenza che sentiamo dentro.

Finiamo, così, per lottare solo contro noi stessi: paura del giudizio, del fallimento, del rifiuto, dell’abbandono, smania di potere, di sesso, di svago, di controllo, di sostanze, di riconoscimento, di amore… i mostri si generano al nostro interno e ognuno trova fuori, i demoni relativi a ciò che sta combattendo. Quindi, se continuano a presentarsi sempre le stesse situazioni che ci arrecano sofferenza e problemi, significa che non abbiamo mai smesso di mettere in atto i medesimi schemi, che rispondono agli stessi bisogni interiori.

I bisogni derivano da mancanze e con le nostre azioni cerchiamo di ottenere dal mondo ciò che serve per colmarli. Se non accettiamo quello che siamo, continueremo a proiettare sugli altri le nostre parti intollerabili, suscitando in essi risposte analoghe alle nostre paure, finendo per realizzare sempre le stesse dinamiche.

In sintesi, attrarremo quello che ancora è irrisolto in noi, fino a quando non cambieremo le nostre convinzioni e i nostri atteggiamenti. Secondo la Legge dello Specchio, il mondo ci mostra parti di noi stessi nelle persone e negli eventi, che dovremmo trattare come fonti di informazione sulla nostra interiorità.

Da cosa e da chi è popolato il nostro mondo?

Osserviamo ciò che ci disturba e potremo vedere che è proprio quello che rifiutiamo di noi stessi, che le difficoltà e i problemi dipendono dal nostro atteggiamento interiore. In questa ottica, è inutile affannarsi per modificare la realtà, è l’interpretazione che deve cambiare. Cerchiamo di dare senso a quello che ci succede, trattiamo i fatti come messaggi per conoscerci e capire cosa cambiare. Una volta compresa la Legge dello Specchio così come si manifesta nella nostra vita, possiamo finalmente prendere il mano il timone e iniziare a gestirla con responsabilità.

Ecco come fare in 6 passi:

1. Osservare cosa ci rende insofferenti (rapporti, lavoro, convinzioni, doveri, dipendenze ecc.) e abbandonarlo. Tutto ciò che è fonte di dolore e di stress, non ha più ragione di esistere nella nostra vita.
2. Valorizzare le persone positive e le condizioni che ci fanno sentire veramente bene, realizzati. Osservare quali reazioni ed emozioni suscitano all’interno.
3. Trasformare il pessimismo in ottimismo e la paura in fiducia, sviluppando impegno e resistenza di fronte alle avversità. Ricordiamo che si verifica solo quello che risuona con il nostro stato emotivo e ciò in cui crediamo.
4. Lavorare su risentimento e senso di colpa: le emozioni negative bloccano l’evoluzione, ci ancorano al passato e non fanno che attribuire importanza a persone e circostanze tossiche.
5. Vivere nel “qui e ora”, senza ansie e aspettative, accettando ciò che succede e considerando quello che si manifesta nel presente come sufficiente: è inutile essere impazienti, è un atteggiamento che distoglie la focalizzazione su ciò che è necessario affrontare ora per costruire il futuro.
6. Fidarsi del proprio intuito: rendersi conto dei cambiamenti e delle opportunità che la vita offre, stare sempre con gli occhi aperti.

Ogni esperienza si realizza quando la persona è pronta (un nuovo amore, un avanzamento di carriera) o quando urge una svolta (una malattia, un incidente che cambiano la vita); in caso contrario, ogni ricerca non servirà a nulla.

Articolo della Dott.ssa Claudia Casalboni

Fonte: http://psicologia-cambiamento.it/legge-dello-specchio-conosci-te-stesso-proiezioni-mente/

Gli Specchi Esseni

Il codice per interpretare la mappa della tua vita

di Giovanna Garbuio

Giovanna Garbuio ci offre quattordici potenti strumenti di conoscenza, conosciuti come gli "specchi esseni": un interessante schema di indagine che ci può venire in aiuto per interpretare la realtà, grazie a quello che riflettiamo negli altri, permettendoci di riscoprire chi siamo e perché accade ciò che accade.  

Secondo la teoria degli specchi esseni la realtà, che viviamo come qualcosa di altro da noi stessi, reagisce a come siamo. Il mondo che percepiamo all'esterno è solo una proiezione di come siamo al nostro interno e quello che osserviamo in un altro individuo è solo il riflesso di ciò che proviamo per primi nei confronti di noi stessi.

Dato che tutto ciò che ci accade nella vita è solo una proiezione della nostra interiorità, risulta molto efficace utilizzare ogni situazione, ogni accadimento esterno come un'indicazione per comprendere meglio noi stessi.

La realtà fuori di noi infatti serve semplicemente per indicarci quei lati del nostro carattere, quelle angolazioni della nostra personalità e quegli aspetti del nostro inconscio che ci ostiniamo a non voler vedere, continuando a non riconoscerli come nostri.

L'autrice dimostra che il mondo che percepiamo lì fuori è solo una proiezione di come siamo "dentro".

Quello che osserviamo in un altro individuo è il riflesso di ciò che proviamo per primi nei confronti di noi stessi. Pertanto l'incontro con l'altro, percepito come qualcosa di diverso da sé, rappresenta in realtà un incontro con se stessi, perché l'altro non è che il riflesso di ciò che di noi stessi a livello oggettivo non riusciamo a percepire.

In base a come siamo ed eventualmente a come cambiamo, la realtà è costretta ad adeguarsi.

Il problema è che finché non sappiamo chi siamo, quel che ci accade nella vita è completamente fuori controllo, al punto da far sembrare che il meccanismo alla base dell'evoluzione della realtà sia esattamente l'opposto di ciò che è.

"Non è necessario che tu cambi niente di te, non devi diventare qualcuno di diverso da quello che sei e soprattutto non è necessario che impari nulla di più di quello che già sai".

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