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Le origini della schiavitù.

Per intraprendere un cammino verso la libertà, è importante conoscere e comprendere bene la schiavitù e, per questo, è fondamentale arrivare fino al punto in cui quest’ultima si origina.

Cercare all’interno del sistema, della società, ci porterà fuori strada, allungando i tempi di ricerca e scoperta. Certo, non posso negare l’esistenza di un elite mondiale che guida le fila del mondo attraverso manichini travestiti da politici, sommergendoci con assurde regole di mercato e adottando molti altri giochetti di illusionismo e distrazione di massa, ma le origini della schiavitù non le troviamo in questo gioco di potere.

Non possiamo comprendere veramente la schiavitù e, di conseguenza, non potremo mai sperimentare la libertà, se non andiamo più in profondità in noi stessi.

Quante volte abbiamo detto cose che non volevamo dire o compiuto azioni di cui, poi, ci siamo pentiti? In quante occasioni siamo caduti preda delle emozioni, magari ad un primo appuntamento galante o ad un esame scolastico?

Quello che voglio dire è che le origini della schiavitù dimorano dentro noi stessi: non siamo capaci di gestire l’aspetto psico-fisico del nostro apparato ed ora è lui a dettare legge su come vivere il quotidiano, innescando tutta una serie di movimenti fisici, emotivi e psichici assolutamente meccanici, sui quali non esercitiamo né potere né volontà.

Abbiamo confuso chi siamo con il veicolo che ci trasporta, identificandoci con l’apparenza e tralasciando l’essenziale. Ora, crediamo di essere i pensieri, le emozioni, la fisicità e, in questa identificazione, perdiamo la possibilità di agire su di essi ed esserne padroni.

C’è una connessione molto intima tra la manipolazione di massa e la meccanicità psico-fisica: la prima è conseguenza della seconda.

Una persona priva di una Coscienza capace di osservare e gestire l’aspetto psico-fisico è soltanto un recipiente vuoto, nel quale si può buttare dentro di tutto, invadendolo con ogni tipo di veleno emozionale, ma anche istallando file di pensiero.

Chi guida le redini del mondo sa che gli esseri umani non utilizzano il corpo, le emozioni e la mente come strumenti per crescere ed evolvere, ma si identificano con essi, illudendosi di essere quelle vocine che gli rimbombano il cervello, le emozioni che colorano la loro vita e la fisicità che appaga le passioni ed i bisogni.

L’elite, giocando con questo processo di identificazione, ha ideato un’educazione, anche se sarebbe più consono definirla addomesticamento, dove si insegna tutto al di fuori della gestione delle proprie risorse interiori, spingendo l’individuo verso il servilismo, anziché verso la ricerca della libertà e della verità. Questo, proprio perché tale verità deve rimanere occulta, celata, nascosta.

Ma il punto è questo: cosa posso fare per liberarmi dalle catene della schiavitù interiore e intraprendere la Via della libertà?

L’unica possibilità che abbiamo è quella di Lavorare al nostro interno, riuscendo a fare pulizia di tutte quelle cose che dimorano in noi, ma non sono noi. Dobbiamo prendere consapevolezza che tutte le emozioni, i gesti ed i pensieri che viviamo nel quotidiano non sono filtrati da una Coscienza autonoma e consapevole, ma vengono confusamente percepiti da una Coscienza ordinaria, primitiva e grezza, che si preoccupa per la sopravvivenza, la reputazione ed il controllo.

Siamo su questo pianeta per evolvere, per cogliere la possibilità di trasformare la Coscienza, da uno stato ordinario, dove ci identifichiamo con l’apparenza e tralasciamo l’essenziale, ad uno più nobile e raffinato, dove curiamo il conflitto tra interno ed esterno, me e l’altro, micro e macro cosmo.

La nostra missione è quella di evolvere e non di arrivare a fine di questa esperienza terrena elemosinando una pensione. Certo, qualcuno può dire che queste parole assomigliano alla trama di un film di fantascienza, che sono piene di utopia e misticismo, ma questo accade proprio perché la Coscienza ordinaria è stata tarata su un modello omologato di pensiero, che va a rafforzare ancora di più lo stato di schiavitù.

Infatti, oggi lo schiavo combatte per mantenere il proprio lavoro, anche se sottopagato, per tenere in vita un ideale politico che, in verità, non esiste più da decenni, figuriamoci se si priva di combattere per mantenere una Coscienza grezza e primitiva, la quale gli permette di rimanere comodamente all’interno della prigione che si è auto-costruito. Sì, hai letto bene, che si è auto-costruito, perché, in realtà, nessuno ha il potere di imporgliela.

Se Lavori al tuo interno per divenire padrone dei tuoi pensieri, emozioni e gesti, per uscire dall’identificazione con la personalità e riconoscere la tua vera natura… allora sconfiggerai il demone della schiavitù e ti aprirai alla Via verso la libertà e verità.

Matteo Bianciardi

Fonte: https://www.matteobianciardi.com/post/le-origini-della-schiavitu

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