MATTEO...RACCONTO

 Gentilmente inviata da Lucio

MATTEO

 

“Matteo, devi stare più attento o finirai con il farti male!”

Una frase che si sentiva dire da quando era bambino e qualche volta si era anche fatto male, ma nel frattempo, quante belle cose aveva fatto!

 

Ora Matteo è più grande e si affaccia alla vita, le cose che gli altri chiamano spericolate continua a farle, ma scopre di avere in testa quel ritornello che sentiva troppo spesso da bambino … finirai con il farti male … e così quando arrampica sulle sue amate creste di roccia è felice nel sentire le sue mani che fanno presa sul ruvido granito, ma a volte è attraversato dal lampo di una immagine di lui che cade, ed ecco che prova un sentimento nuovo, che mai aveva conosciuto, … la

paura.

 

Troppo spesso questa benedetta paura, sempre a portata di mano, per limitargli il piacere delle cose belle che è spinto a fare.

Sì certo, spinto a fare perché gli era già capitato dopo una salita su una parete troppo impegnativa e preso dal brutto tempo o sorpreso in barca a vela, da un mare che montava cattivo, di essersi ripromesso di passare le domeniche e le vacanze con gli amici, al cinema o in qualche trattoria fuori porta, tanto per poi tirare sera con un po’ di chiacchiere.

Ma non ci era mai riuscito per più di una volta!!

 

Nella continua ricerca della novità aveva vinto (e non si ricordava neppure di aver giocato, quando e come) una settimana premio al “Villaggio della Felicità”.

Io, a questa vincita, per di più tramite internet, ci faccio su un bel clik su annulla e amen” aveva subito pensato Matteo, ma poi, curioso come sempre, aveva seguito le istruzioni e ora si trova alla Reception del Villaggio, con proprio sopra la scritta “Villaggio della Felicità”.

Che strana scritta, non certo con un volgare neon e neppure con quelle lampadine colorate delle fiere con scritto “ Tiro a segno”, “ Trenino dell’amore”, o altro ancora, ma una scritta che anche in questo caldo pomeriggio di luglio sembrava essere luminosa e brillare di una luce propria.

 

“Ciao Matteo, ti stavamo proprio aspettando, sei in leggero ritardo, ci sei stato un bel po’ con il mouse in mano e la voglia di fare clik su annulla!” racconta ridendo e disinvolta, la bellissima ragazza della Reception.

Certo bellissima perché per Matteo una bella ragazza ha i capelli biondi e lunghi, gli occhi azzurri, un viso delicato e sorridente e … per i film che Matteo era solito inventarsi, doveva chiamarsi “Laura”.

 

“Ma come facevi a sapere la storia del clik e annulla?” chiede Matteo stupito, incrociando i suoi occhi azzurri.

“Non farti domande inutili, caro Matteo”.

“ Vieni, mi chiamo Laura”.

 

Matteo cammina ora a fianco di Laura e solleva un attimo lo sguardo di traverso per un controllo che sa essere inutile … Laura è bionda, si è sciolta i capelli e sono lunghi per tutta la schiena !

Troppe e strane cose sono successe in un tempo così breve. Stanno camminando, o meglio si lasciano trasportare da un tapis roulant. E’ un tunnel luminoso di luce diffusa, anche le pareti sembrano essere di luce, solo più densa.

Una bella musica di sottofondo che vibra in tutte le cellule di Matteo … si sente felice, come mai gli era capitato, o forse si, ma solo per qualche istante ai tempi del suo primo amore … una ragazza bionda e … con gli occhi azzurri !

Si ricorda di quando andava nelle Dolomiti e spesso nel collegamento tra un impianto e l’altro c’erano questi tunnel trasparenti con tapis roulant, musichette e il piacere di sciare tutti insieme.

Forse in questo Villaggio hanno copiato questa bella idea.

 

Verso la fine del tunnel, Laura si fa seria:

Matteo, stammi bene a sentire, non è vero che sei stato molto fortunato con questa vincita, perché non si vince mai per fortuna”.

Uffa, al Totocalcio sì !!”

Neanche al Totocalcio, anche il Totocalcio è un caso della vita e i casi della vita non avvengono mai per caso, perché dietro, se ci vuoi guardare, ci sarà, sempre un insegnamento”.

Se vinco al Totocalcio, l’unico insegnamento che saprò trovare sarà quello di comperarmi un elicottero e andare a volare dove voglio, tanto per essere pratici”.

 

Lo sguardo di Laura si scontra con quello di Matteo: “Ho solo detto” e la voce della dolce Laura diventa impersonale e gelida “che non hai vinto un bel niente, ti sei meritato una vacanza premio e che hai solo avuto l’intelligenza di accettare. Vacanza di una sola settimana che non potrai né allungare né accorciare,ricordalo !

Incontrerai solo persone nuove, si va in vacanza per questo, per fare nuove conoscenze, non per ripetere la noiosa routine di tutti i giorni e sentirsi dire dalle stesse persone quelle stesse cose che sono solite ripeterci, come se fossimo sordi e anche un poco stupidi.

Hai capito bene?”

“ Sì, ho capito bene” dice un poco tremante Matteo, stupendosi però di essere perfettamente a suo agio, perché mai così gli era capitato, quando si sentiva sgridato.

Insieme alla musichetta dell’altoparlante, sente un’altra musica più soffusa, tranquilla e serena che tutto lo avvolge.

“Ti dicevo che farai conoscenza solo di volti nuovi, abituati e abbandona le vecchie e stantie abitudini; solo quando troverai una antica e cara conoscenza, ti emozionerai, cercherai di avvicinarti, vorrai abbracciarla, ma non potrai, perché il tempo della vacanza è scaduto”.

 

Strano discorso si dice Matteo, ma non ci fa troppo caso, è abituato alle donne; sono un po’ strane, ti danno consigli, ti dicono quello che devi fare, insomma sono sempre delle eterne mamme.

“ Ahh, dimenticavo ” dice Laura ora più dolce “qui nel nostro vocabolario manca la parola paura, l’abbiamo eliminata da tempo immemore con un voto alla unanimità. Per questo qui non avrai mai paura perché non ci si può fare male”.

Strano discorso anche questo, mah, … le donne, aveva ragione la sua mamma: “Non cercare di capire le donne, prendile come sono e divertitevi”.

 

Intanto ripensa alla voce di Laura … qui non avrai mai paura perché non ci si può fare male … e sente una pace e una serenità che non aveva proprio mai conosciuto, mai si era sentito così perfetto, invincibile!

 

Sono appena usciti dal tunnel, la giornata è calda, sereno e ben ventilata, proprio come piace a Matteo che è al massimo della felicità … certo … “Villaggio della Felicità”.

Ne parlerò molto bene con gli amici quando torno a casa. Lo voglio proprio consigliare questo Villaggio.

“Ma guarda dove sono capitato, che posto meraviglioso, proprio quello che ho sempre desiderato, immaginandomelo sino alla noia” dice Matteo stringendo un poco più forte la piccola mano di Laura.

Dinnanzi a loro un lungo prato tagliato all’inglese, sull’erba verde smeraldo e ben rasata, il bellissimo aliante Nimbus, tutto bianco e luccicante, con la capottina di plexiglas aperta, quasi volesse invitarlo a fare un volo.

“ Beh! Sappiamo delle tue passioni, lo ho tirato fuori dall’ hangar io stessa, questa mattina, per accoglierti. Dai fatti un bel volo, che vado a prendere l’aereo per il traino”.

“Non posso sono anni che non volo, il mio brevetto è scaduto, non ne sarei più capace”.

“Già, perché pensi di non essere capace, ma noi sappiamo che sei capace e per questo volerai benissimo! Infilati il paracadute senza tante storie, tanto è un proforma” e le ultime parole di Laura sono attutite dal rombo del motore Rolls Royce di un piccolo aeroplano ad ala alta che già si avvicina per il traino.

“ E’ tutto così bello e perfetto che io sto sognando” si dice incredulo Matteo “ma non può essere, perché anche nei sogni più belli, quando non erano incubi, aveva sempre una sottile venatura di malessere.” ma per sicurezza si da un pizzicotto così forte che non riesce a nascondere una smorfia.

“Allora sono proprio sveglio !”.

“Tutto bene?” chiede Laura mentre raccoglie il cavo di traino e ha i lunghi capelli biondi tesi e ondeggianti nell’aria vorticosa spinta dall’elica del traino, quasi fosse un gigantesco ventilatore.

Anche quando Matteo volava spesso, al decollo era sempre molto concentrato, attento a non fare il minimo errore che poteva, vicino a quel terreno che ora scorre velocemente, essere pericoloso.

Non ora, è solo molto tranquillo, sa di sapere e di mettere in pratica gli infinitesimi e le infinite manovre di un pilotaggio perfetto.

“Sbarazzina anche Laura” si dice sorridendo Matteo, mentre la osserva dopo lo sgancio scendere in una picchiata forsennata da Warbirds.

Che bello volare tra queste nuvole bianche, entrando e uscendo da questi cumuli che sembrano essere fatti di panna montata e che bello volare solo come un’aquila saprebbe fare, senza quella guastafeste della … paura.

“Già, ma allora è vero, qui la paura è stata cancellata con un plebiscito”, ricordando le prime parole di Laura.

Allora ho una settimana di massimo divertimento e la sfrutterò tutta sino in fondo” e per non perdere tempo ecco un bel looping e poi un volo rovescio, tanto per avere la terra sopra la testa e il cielo sotto i piedi !!

“ E appena posato questo bell‘aliante su quel verde prato, dirò a Laura che la amo, sarà libera di dirmi di sì se lo vuole, e anche di no, qui la paura non esiste più, anche quella di essere rifiutati” e per esprimere la gioia di questo pensiero entra in una nube tutto girando, come aveva visto fare alle Frecce Tricolore durante una manifestazione aerea, e lui Matteo, eri lì con il naso in aria, pieno di ammirazione.

 

Appena atterrato, Matteo si sta ancora liberando dalle cinture di sicurezza quando vede sopra di lui i capelli biondi e quel viso che gli fa ribollire il sangue, e allora subito … “ Laura ti amo” e i loro occhi e i loro sorrisi si incrociano attirandosi in un lungo bacio.

Bacio bellissimo, anche se non facile, qui non esiste più la paura, ma Matteo scopre che le difficoltà esistono ancora, come ad esempio cercare di abbracciare e baciare una bella ragazza, quando non ci si è ancora completamente liberati dalle cinture di sicurezza !!!

Laura ride di questo: “Sei ancora un po’ goffo, ma è per questo che mi piaci”.

 

“ Sei troppo stanco e hai visto troppe cose nuove. Impara sì a vedere e assaporare cose nuove, ma impara pure a lasciarle decantare dentro di te, per assorbire quello che senti giusto e allontanarti da quello che senti inutile.

 

Questo è il tuo primo giorno di vacanza, mangerai da solo e a nanna presto!”

Ma, veramente non sono stanco ….” Matteo non voleva proprio allontanarsi da Laura, appena conosciuta e già così simpatica.

“ Nessun, ma. Domani mattina girerai per questi giardini e ti ricaricherai, a mezzogiorno staremo insieme con amici miei che non conosci” e con queste sbrigative parole, Laura si allontana e sembra quasi subito sparire alla vista di Matteo che si incammina verso la sua nuova dimora.

Strano, non ci era mai stato, ma già sapeva di conoscere.

 

Una tavola ben imbandita di cose buone che a lui piacciono, non sente però alcuna fame, preferisce sedersi davanti a un caminetto e ravvivare il fuoco con nuova legna di alloro, che subito riconosce dal profumo.

Le molte emozioni lo hanno sopraffatto e vede le fiamme del camino che si affievoliscono, tenere gli occhi aperti è ora una fatica, forse pensa, in questo strano Villaggio ha trovato rifugio il Mago Sabbiolino, quel Mago che non si trova più e che una volta alla sera passava in volo su tutte le case, spargendo sabbia dorata e finissima, per addormentare i bambini.

Si sveglia che è ancora in poltrona davanti al camino con le ultime braci che si stanno spegnendo, è giorno fatto, raggi di sole luminoso illuminano tutta la stanza.

Strano, ho passato la notte seduto in poltrona e non sono per niente stanco o indolenzito. Adesso me ne vado a fare un bel giro al Parco e al ritorno ci sarà qui Laura” pensa Matteo tutto divertito.

Uscito di casa, ancora immerso nei suoi pensieri e alle cose strane anche se piacevoli che gli sono capitate nelle ultime ventiquattro ore, ecco che incrocia una bella ragazza che lo saluta “Ciao Matteo, sono curiosa di conoscerti meglio, ci vediamo più tardi, tutti a casa mia”.

“ Che strano, non la ho mai vista prima d’ora, e ne sono sicuro, non è certo donna che si possa dimenticare … e allora perché mi ha subito salutato e chiamato per nome? Sarà meglio tornare a casa e Laura mi spiegherà” e pensieroso, ma contento si avvia a ritornare.

 

Appena apre la porta di casa ecco che un grosso cane bianco dal pelo lungo, gli mette le zampe sulle spalle e lo lecca affettuosamente.

Giù Simmy, sei il solito sbauscione, anche con chi ancora non conosci … Sai Matteo, Simmy è sempre molto affettuoso, è il suo modo di salutare, poi sta tranquillo” dice Laura che oggi ha un bellissimo vestito verde pastello, molto corto, non i jeans che aveva ieri, quando pilotava il traino.

“Ecco i miei amici più cari, Francesca che hai incontrato al Parco e Giovanni che ti piacerà, ha un due alberi armato a Goletta e ha bisogno di qualcheduno che lo aiuti nelle manovre … pensavamo, se l’idea ti piace, di andare con la barca in un’isola del Nostro Mare. La navigazione è lunga, ma ne vale sicuramente la pena”.

“Certo che ci vengo Laura, non potevi avere idea migliore, poi una lunga navigazione è ciò che più mi piace, starcene noi da soli e con i tuoi cari amici”.

Beh, non proprio soli, verrà anche Simmy che è un po’ ingombrante, ma la barca è un 42 piedi”.

 

 

 

Per Matteo l’idea di una bella e lunga navigazione a vela è il massimo, poi con Laura … però una navigazione di più giorni con un grosso cane a bordo è un po’ strano, certo non si può accompagnarlo in giardino ogni momento per i suoi bisogni. Ma non mettiamo i carri davanti ai buoi, ci facciamo una bella navigazione in buona compagnia e al resto ci penseremo !!!

 

Raggiungono con un treno molto silenzioso e modernissimo, ma guarda che bello, non c’è l’aria condizionata, che già di per sé è un brutto nome, e i finestrini nelle stazioni si possono aprire per respirare quel profumo di mare che lentamente, ma sempre più forte si avvicina.

Tra una piacevole chiacchera e l’altra si arriva a un paese di mare con un piccolo porto.

Strano, non c’era mai stato e Matteo di porti ne ha una grande conoscenza e pure strano che un treno ancora più veloce della Freccia Rossa, si fermasse in un paesino così piccolo anche se molto bello.

Qui c’è qualche logica che mi sfugge, ma è un pensiero che subito svanisce, gli interessano cose più concrete: Laura e questo bel giro in barca !

La barca è una Goletta in legno, in perfette condizioni di manutenzione, sicuramente una barca d’epoca anche se sembra appena uscita dal cantiere.

Alta di bordo e una linea molto elegante.

Non facile da portare in due, ma Laura se va in barca come guida gli aerei in picchiata … e Francesca sembra sveglia pure lei.

Giovanni poi non è il tipo dello strano Armatore e Skipper alla Fantozzi, ma un ragazzo che ama e rispetta il mare e che ci sa fare.

 

Tutti in barca!! Anche Simmy, l’unico che per essere sinceri ha dei problemi con il piede marino …

Usciti dal porto ecco spiegate tutte le vele, bianche; lo Spinnaker, rosso, è solo per le andature portanti e ora si naviga con vento fresco, di bolina larga.

E così per tutto il giorno, poi il Sole si adagia per riposare dietro l’orizzonte e da il cambio alla Luna e alle Stelle.

La notte è piacevolmente calda, i turni sono ogni due ore: Laura e Matteo --- Francesca e Giovanni.

Simmy è il vero Comandante, per lui i turni non ci sono, c’è quando vuole e va a dormire (sempre) quando vuole.

 

La notte è fatta per pensare e Matteo che sempre è stato uomo d’azione in questo “Villaggio della Felicità” è quasi pervaso da un lontanissimo e impercettibile senso di troppa perfezione, non esiste più la paura, ma anche quell’imprevisto che da sapore al viaggiare.

Con questi pensieri scende sottocoperta, per il suo turno di riposo, tutto contento assaporando il piacere di abbracciare Laura e solo per abitudine professionale, da un occhio al barometro e … molto spaventato … sbianca in volto.

Per giustamente contrastare la cattiva abitudine di alcuni marinai della domenica, di picchiettare troppo bruscamente il barometro, sul vetro di protezione, Giovanni, che è molto spiritoso, ha messo la scritta “ Non picchiate troppo forte, faccio quello che posso”.

Ma qui non c’è alcun bisogno di picchiettare il barometro, è precipitato al fondo scala … bassa pressione … Tempestaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!

Per Matteo questo è rivivere una cosa già vissuta anni addietro, guardare il barometro impaurito perché anticipa la mareggiata che verrà, ma con una variante, senza viverne la … paura.

 

 

“Matteo svegliaaaa !!!!!!!!!!!!!!, copriti bene, mettiti la cerata e gli stivali che questa volta ci siamo, fra poco avremo da lavorare e come … !!!!” sente dire da Laura con una voce non certo impaurita, ma severa.

questa volta ci siamo … frase cara a tutti gli alpinisti e uomini di mare, ben sanno che la montagna e il mare sono cose meravigliose, ma sempre da vivere con molto rispetto … quando il tempo si fa cattivo, … questa volta ci siamo … é la fraseed è la volta che si vedranno le streghe !!!

 

Già mettersi la cerata è diventato difficoltoso, con questa barca troppo inclinata che picchia duramente sulle onde. A fatica sale in coperta e il mare è già tutto striato, dalle onde spazzate dal vento, che fischia tra le sartie.

Laura al timone !!” mentre Giovanni attaccandosi saldamente alle sartie viene verso di me “aiutami a prendere i terzaroli, due mani o anche tre, cosa dici ?”.

Era una domanda retorica, certo tre mani, ammainiamo anche la mezzana e a prua la tormentina.

Ora la barca meno invelata e più equilibrata continua il suo cammino, sempre molto inclinata, il vento è rinforzato ed è anche girato a sfavore.

Sono ore di fatica snervante per noi e anche per “Cielo Stellato”, così si chiama questa bella goletta, che soffre e geme contro il fischiare del vento e del mare che frange rumorosamente a prua.

Un colpo di vento mette sempre alla prova i marinai, ora Matteo assicurato alla safe line

si riposa e non può neppure iniziare i propri pensieri che già Laura gli da … uffa !! … le risposte.

Matteo caro, abbiamo certo abolito la parola paura e la paura stessa, non avendo più nome se ne andata via sconsolata, ma non le parole: fatica … difficoltà … imprevisto”.

“ quell’imprevisto che da sapore al viaggiare …” ridacchia Laura ” imprevisto per gli stolti, perché il Mare, la Montagna, la Natura che tutto sopporta dagli umani, quando decide di diventare rabbiosa, semplicemente lo fa, perché semplicemente è la sua natura!”

“Le donne sono sveglie, lo ho sempre saputo, ma come fai a leggere i miei pensieri e ancor prima che io stesso li abbia pensati?”

“Non farti domande alle quali non sai rispondere, o meglio fai le domande ma non cercare le risposte, perché se hai fatto la domanda è perché non sai la risposta, abbi allora il buon senso di non inventarti da solo, le risposte !!!!”

“Abbiamo eliminato la paura, e tu sei qui in questo Villaggio della Felicità, non per aver vinto un premio, ma perché tu stesso hai molto lavorato sulla paura, la tua, e meglio conoscendola la stai già lasciando alle spalle, ma la fatica e le difficoltà sono ancora necessarie come il vento per una barca a vela”.

Basta filosofia, dammi il cambio al timone, fa freddo e ho le mani tutte intirizzite”.

 

I discorsi filano, come “Cielo Stellato”, anche se deve risalire il vento di bolina stretta e Marco, da buon marinaio ben sa: tre volte il tempo, tre volte la strada.

All’imbrunire ecco che appare il Faro dell’Isola Persa, e Giovanni … “Allarghiamo pure l’andatura, fra poco sarà buio, è troppo pericoloso atterrare in un piccolo porto con questa buriana”.

La prospettiva di passare un’altra notte per mare e non piacevolmente sotto le stelle, ma intirizziti e bagnati dalle onde che frangono sul ponte, non è certo invitante.

“Già in questo benedetto Villaggio la paura è stata abolita, ma si può sempre sbagliare, gli errori esistono ancora, anche qui l’errore serve per crescere,e per questo non c’è più grande ignorante di chi conosce tutte le risposte, allora meglio una notte di sofferenza che incagliarsi con il brutto tempo per una manovra sbagliata” si dice subito Matteo, tanto per non doversi ancora subire la lezione dalla sua amata Laura.

Nel “Villaggio della Felicità” vivi una vita che sembra irreale, mentre di fatto vivi una vita del tutto normale e che potresti tranquillamente vivere anche a casa tua, avendo solo più attenzione, più consapevolezza.

Consapevolezza delle cose che, posiamo fare o non possiamo ancora fare.

Molto semplicemente, abbracciare una bella ragazza, non è possibile anche al “Villaggio della Felicità”, se prima non ti slacci dalle tue cinture di sicurezza, ricorda Matteo di quel particolare che poteva essere passato inosservato.

 

Ora è al timone, ha una lunga esperienza, come salire e scendere su un’onda troppo alta e che vuole frangere in coperta, nulla lo preoccupa e così tutto avviene al meglio, in modo automatico.

E rimane la mente libera per pensare !

Matteo è sempre stato nella vita, molto attento a quell’invisibile filo conduttore che sentiva essere il collegamento di tutti gli accadimenti, anche se volendo poi cercarlo più concretamente, svaniva stranamente nel nulla.

Non cercandolo sentiva la sua presenza, cercandolo si dissolveva …

Che strana cosa! E questo strano e misterioso personaggio del filo conduttore lo sentiva esistere anche qui nel “Villaggio della Felicità” e anche qui sforzandosi di identificarlo concretamente, semplicemente spariva, quasi si sentisse offeso nella sua riservatezza.

Intuiva però una cosa “ tornato a casa avrebbe saputo meglio riconoscere e giocare le carte della sua vita”.

Albeggia e si inizia a intravedere questo insidioso fiordo, dove in fondo c’è un confortevole e spazioso porto, dove l’attracco è all’ inglese.

Prendo il timone, conosco bene questo ingresso” dice Giovanni “ il Portolano è molto dettagliato, mi leggerai i passi chiave quando ti chiedo”.

Dopo meno di un’ora sono ben ormeggiati, tutti a terra seduti sulla banchina, stanchi e felici, riscaldati dai primi raggi di sole.

 

“ Il mal di terra “ un vecchio ricordo che ora riappare mentre Marco, stanco, affaticato e felice cerca di imbroccare, senza troppo farsi notare, la stretta porta di una vecchia osteria.

Un’osteria del vecchi tempi, gli antichi anni felici del dopoguerra, dove nella semplice povertà si respirava una ora dimenticata, aria di allegria e di sicurezza, verso la vita e se stessi.

 

“Ma guardaaaaaa ……………!!!!!!!!!!” grida Matteo con una esplosione di gioia che sente stranamente morire, ancor prima di essere completamente nata “ cosa ci fai qui, che ti ho tanto cercato per anni … allora te ne sei andato per i fatti tuoi, lasciandomi credere …… !!!”.

Un uomo con lunga barba è seduto a un tavolo, ha quel sorriso dolce e enigmatico che sempre Matteo ricorda nei suoi racconti mai completamente compiuti, per lasciare spazio a noi, di vivere immaginando, le magie delle sue storie ….

E’ il suo Grande Amico, perso e mai più ritrovato. Inghiottito da una severa montagna Himalayana, insieme alla sua tenda e a tutto ciò che lo circondava e sparito per sempre, lasciando quel pesante vuoto incomprensibile, che sono i limiti della natura umana.

 

“Che bello, ci siamo ritrovati !!!!!!!!!!!, sapevo che ti eri nascosto da qualche parte, finalmente eccoti qui tra noi !!!!” e Matteo allarga le braccia per abbracciare l’amico ritrovato e si accinge a corrergli incontro.

Corre, corre ancora incredulo verso l’amico di mille avventure, che sempre immobile lo guarda sorridendo, come un uomo che tutto sa e per questo non è necessario spiegare.

 

 

Matteo continua a correre, ma come quei mimi che sembrano correre, ma di fatto rimangono sempre incollati allo stesso posto, e lo stesso Matteo sente di non riuscire ad avanzare ….. i suoi sforzi sono sempre più forti, ma è come se fosse avvolto non dalla impalpabile aria , ma da forze magnetiche e vischiose che lo vogliono immobilizzare.

 

Un forte dolore a un ginocchio, fratturato anni fa, e che sempre nei momenti di tensione, ne sente il forte dolore fitto, una lontana paura, che aveva totalmente dimenticato almeno in questa settimana … già una settimana … vacanza premio … si dice ancor più perso … una settimana … la scadenza … non rinnovabile …

Ora trascinato fuori dalla Osteria, che non appare più così bella e tranquillizzante, un forte vento lo spinge lontano e mentre più si allontana, più aumenta il suo disagio di esistere …

 

Apre gli occhi e sente la fastidiosa durezza del pavimento.

Bene Matteo !! sei sempre stato in gamba, ben tornato tra di noi !! “ estranei che lo osservano “ hai solo fatto una brutta caduta, non preoccuparti, tornerai come nuovo”.

 

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