COME IMPARARE AD AMARE REALMENTE SE STESSI? 9 PASSI PRATICI PER COMINCIARE

COME IMPARARE AD AMARE
REALMENTE SE STESSI?
9 PASSI PRATICI PER COMINCIARE

Come abbiamo visto, quindi, accettarci incondizionatamente sarebbe stato quasi automatico se i nostri genitori avessero trasmesso messaggi prevalentemente positivi e fossimo cresciuti in un ambiente accogliente e comprensivo.

Ma se così non è stato, possiamo iniziare da soli questo percorso.

Non prendertela troppo se oscillerai tra momenti di accettazione e momenti di critica e ritorno ai vecchi meccanismi di giudizio e attacco verso te stesso.

Questo fa parte del processo.

Più ti impegnerai a comprendere e ad amare te stesso, soprattutto nei momenti difficili, più sarai in grado di farlo in maniera sempre più consistente.

Ricordati che anche l’atto di raggiungere l’amore di Sé può essere un’altra cosa che finisci ad utilizzare per attaccarti e sentirti un fallimento.

Prendi perciò questi punti di cui ti parlerò come una pratica che richiede impegno e che ti darà i suoi frutti col tempo.

1. Acquisisci Consapevolezza e sii onesto con te stesso

È impossibile amare se stessi se non si parte come sempre dalla Consapevolezza.

Parti dallo scoprire chi sei, in cosa credi, cosa desideri e a cosa dai valore.

La consapevolezza implica la possibilità comprendere la tua storia, le tue esperienze e come ti sei adattato a queste.

Per acquisire consapevolezza devi innanzitutto essere onesto con te stesso e questo può essere più difficile di quanto pensi. Molti di noi sono così bravi a “raccontarsela” che non si rendono neanche conto che lo stanno facendo.

L’onestà è la chiave in tutte le relazioni, specialmente quella con te stesso.

2. Comincia a pensare che puoi accettarti incondizionatamente

Quando le persone si rivolgono a me per cercare di migliorare la loro autostima, sottolineo loro il bisogno di esplorare quali sono le parti di loro stesse che non riescono ad accettare.

Sebbene correlate, l’accettazione di sé e l’autostima non sono la stessa cosa.

Se vuoi approfondire il concetto di autostima, ti rimando a questo articolo.

L’accettazione di Sé implica, invece, la possibilità di abbracciare tutte le parti di noi, non solo quelle positive o “accettabili“.

A questo fa riferimento il termine “incondizionata“: libera da qualsiasi condizione o qualifica.

Per cominciare a lavorare su te stesso, il primo passo non è semplicemente l’accettazione, ma l’accettazione incondizionata.

È semplice accettare noi stessi quando facciamo bene o otteniamo dei risultati, ma farlo nei nostri momenti più difficili, con le nostre debolezze, difetti o fallimenti è proprio ciò che può cambiare totalmente la nostra qualità di vita.

L’Accettazione incondizionata implica quindi il comprendere che sei separato dalle tue azioni e comportamenti. Puoi accettare di aver commesso errori e di avere debolezze, ma non permettere a questi di definirti.

L’accettazione incondizionata è uno dei pilastri fondamentali per cominciare davvero ad amare se stessi e ad accogliere tutte le nostre parti.

3. Impara a distinguere e a dire “No, questo non è vero!”

Quello che le persone ti potranno dire durante il tuo percorso potrà innescare parti di te ferite e metterti sulla difensiva: non sei abbastanza bello, intelligente, capace, socievole, fai troppi errori, occuparti di te è da egoisti…

Se non cominci a distinguere tra ciò che è costruttivo e ciò che non è altro che una proiezione (ha a che fare con l’altro e non con te), molte di queste opinioni si insinueranno nella tua mente e nel tuo sistema di credenze, andando ad intaccare in profondità la tua visione di te stesso.

Per evitare ciò è necessario mettere ogni cosa in discussione.

Saper distinguere ti aiuterà a ripulire molta della spazzatura mentale, credenze antiquate e ideali dannosi che le persone ti proiettano da quando sei piccolo.

Imparare a dire “NO, non è vero!” ti aiuterà ad indagare più in profondità e a scoprire qual è la verità.

4. Impegnati ad essere il migliore amico di te stesso

Se parlassimo agli altri nello stesso modo in cui parliamo a noi stessi faremmo molta fatica ad avere degli amici.

Passi tempo con te stesso 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, sia nei momenti di gloria che di profonda sofferenza.

Non ha senso cominciare a capire come diventare il migliore amico di te stesso?

Per cominciare ad amarti è fondamentale cambiare consapevolmente la relazione che hai con te stesso, comprenderti e ascoltarti con compassione e attenzione proprio come faresti con un amico a cui tieni davvero.

Chiediti: che relazione ho con me stesso e come posso migliorarla davvero?

Nel punto 9 ti parlerò proprio di come fare concretamente.

5. Cambia il modo in cui percepisci i tuoi difetti e le tue debolezze

Invece che vedere il senso di colpa, la gelosia, la rabbia, la paura e la tristezza come debolezze da eliminare, prova a considerarle come opportunità per crescere.

Renditi conto che tutti lottano con queste emozioni umane universali. Chiunque prova delle insicurezze o ha delle debolezze. È assolutamente normale.

Sei duro con te stesso. Probabilmente lo sei più con te stesso che con chiunque altro.

Ma è importante che cominci a riconoscere la tua umanità.

Hai fatto degli errori, hai dei difetti e non sei perfetto: queste debolezze sono proprio ciò che ti rende umano.

6. Esercitati ad amare tutto ciò che emerge da dentro di te

Una frase che mi è sempre rimasta dentro dal mio percorso terapeutico è questa:

“Diventare bravi a stare male è proprio ciò che ci permette di stare bene

Come ho già sottolineato, la ragione principale per la quale facciamo fatica ad amare noi stessi è la nostra tendenza a giudicarci e a rifiutarci.

Soprattutto quando soffriamo.

Il giudizio non è sempre negativo: quando è costruttivo può letteralmente aiutarci ad “aggiustare il tiro” e cambiare comportamenti che ci potrebbero danneggiare.

Diventa tossico quando viene utilizzato per minimizzare, incolpare, condannare o danneggiare te stesso. Tutto ciò avviene perché siamo condizionati fin da bambini a condannarci quando non corrispondiamo alle aspettative altrui.

Una delle pratiche più importanti è quella di “iniziare ad amare” tutto ciò che emerge.

E ciò significa abbracciare ed accogliere tutte le emozioni e i pensieri dolorosi, difficili e scomodi che di solito tendi a negare o evitare.

Una delle pratiche più efficaci per fare questo, come ho sottolineato in altri articoli, è la meditazione Mindfulness, ma fa parte anche del lavoro che viene fatto in psicoterapia.

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7. Coltiva l’amore per te stesso (in pratica)

Imparare ad amare te stesso significa cominciare a spostare la tua energia e attenzione all’interno.

Le persone che si amano godono trascorrere del tempo da sole. Possono uscire da sole per andare ad un ristorante o al cinema.

Trascorrono del tempo lontane dalla loro famiglia e amici per fare un lungo bagno rilassante, leggere un buon libro, farsi fare un massaggio, viaggiare, meditare ecc.

Ecco come iniziare a coltivare l’amore per te stesso in pratica: 

  • Smettila di confrontarti con gli altri: ricorda che ogni viaggio ha origini e destinazioni diverse, nessuno è come te.
  • Consenti a te stesso di commettere errori: ognuno di noi sbaglia, è umano.
  • Ricorda che il tuo valore non dipende come appare il tuo corpo.
  • Non aver paura di lasciar andare le persone tossiche.
  • Fidati di te stesso nel prendere buone decisioni.
  • Prendi ogni opportunità che la vita ti presenta.
  • Prendi tempo e spazio per fare ciò che realmente ami: dedicare tempo e spazio a ciò che realmente ti fa stare bene e che ti dà un senso di soddisfazione è fondamentale se vuoi prenderti cura di te stesso.
  • Prenditi cura del tuo corpo: faccio riferimento sia alla tua alimentazione che all’attività fisica, che al tempo che dedichi al riposo. Se sfrutti costantemente il tuo corpo fino a farlo esaurire ne pagherà anche la tua mente.
  • Passa del tempo con le persone che ti fanno stare bene: avere accanto persone che tengono veramente a te ti può dare sempre una nuova prospettiva sui tuoi problemi e ti permette di sentirti apprezzato e valorizzato.
  • Impara a chiedere aiuto quando ne hai bisogno: un’altra parte del prendersi cura di se stessi è riconoscere quando si ha bisogno di aiuto. Non c’è niente di male nel chiedere aiuto, è perfettamente umano. Ognuno di noi ha bisogno di aiuto a volte.
  • Permettiti di rallentare: se sei sempre occupato con le tante attività delle tue giornate e non riesci mai a fermarti, questo può essere un segno di qualcosa di più profondo da indagare. Creare un tempo e uno spazio per rilassarti e permetterti di ricaricarti è fondamentale se vuoi imparare a voler bene a te stesso.
  • Pratica la Gratitudine: innumerevoli studi hanno mostrato come la pratica di essere grati abbia numerosi benefici per la propria salute mentale. Prova, ogni giorno appena sveglio, ad identificare 3 cose di cui sei grato.

8. Lavora sulla costruzione di confini ben definiti

Avere dei confini ben definiti è una forma essenziale di cura per se stessi perché comunica agli altri che meritiamo e ci aspettiamo rispetto.

Per poterli costruire è necessario riconoscere i tuoi bisogni e dare importanza ai tuoi vissuti emotivi. È una delle forme più evolute di amore per se stessi.

Potresti farti alcune domande:

  • Permetto troppo spesso all’altro di andare oltre?
  • Tendo a mettere me stesso e i miei bisogni in secondo piano?
  • Quando arrivo al punto di non accettare più la mancanza di rispetto nei miei confronti?
  • Difendo ciò in cui credo anche se l’altro può attaccarmi per questo?
  • Sento che gli altri mi danno per scontato e si approfittano di me?

Come ho sottolineato prima, mettere te stesso e i tuoi bisogni in primo piano è fondamentale se vuoi imparare ad amare te stesso. Se ciò non avviene è importante capirne le motivazioni più profonde e individuare quali apprendimenti inconsci ti hanno portato a mettere gli altri prima di te (come nel caso della Dipendenza Affettiva).

Ogni tuo comportamento ha un senso, ma se non puoi costruire confini ben definiti se gli altri potranno sempre approfittarsene.

9) Pratica la Compassione di Sé

Ho deciso di mettere questo argomento alla fine, ma forse, più di ogni altra cosa, per coltivare l’accettazione di sé ed imparare ad amarsi è fondamentale praticare la Compassione di Sé.

Che cosa intendiamo con Compassione verso se stessi?

Secondo la dott.ssa Kristin Neff per Compassione di Sé si intende la possibilità di trattare se stessi con la stessa gentilezza, preoccupazione e sostegno che mostreremmo a un buon amico.

Di fronte alle difficoltà della vita o agli errori, ai fallimenti e alle debolezze, la Compassione di Sé risponde con gentilezza piuttosto che con aspri giudizi e critiche, riconoscendo che le imperfezioni, le debolezze e le vulnerabilità fanno parte dell’esperienza umana condivisa.

Vorrei specificare ancora meglio:

quando parlo della meditazione Mindfulness, faccio riferimento alla possibilità di imparare ad essere un buon genitore per se stessi, prestando attenzione alla propria esperienza interiore senza giudizio.

Ma un buon genitore è più di una presenza non giudicante.

Tiene davvero al proprio bambino e offre gentilezza, tenerezza, ascolto e comprensione. E questo è ciò che cerco di trasmettere anche ai miei pazienti, in particolare quelli che hanno imparato a giudicarsi aspramente.

Al contrario dell’autostima, che ha la tendenza ad abbandonarci proprio quando ne abbiamo bisogno (durante i momenti più difficili), la Compassione è una forma di supporto più consistente. Ci sorregge proprio nei momenti di difficoltà.

Ci sono vari modi attraverso i quali le persone possono imparare la compassione in terapia:

  • acquisendo un atteggiamento di gentilezza dalla presenza, attenzione e comprensione premurosa del terapeuta.
  • comprendendo il modo in cui funziona la mente: le nostre difficoltà non sono intenzionali e possono essere comprese in termini scientifici.
  • attraverso la possibilità di contattare una parte più profonda di sé: riscoprendo la propria storia, le proprie esperienze e scelte sotto una nuova luce.

In questo video approfondisco ancora di più come imparare ad Amarti con Compassione e Accettazione:

 
 
 

Per sviluppare maggiore Compassione possiamo cominciare dicendo a noi stessi che, nonostante tutte le nostre difficoltà e comportamenti abituali (anche distruttivi), stiamo cercando di fare il meglio che possiamo.

In un certo senso abbiamo sempre cercato di fare il meglio.

Dobbiamo chiederci specificamente cosa non accettiamo di noi stessi e, come agenti della nostra stessa guarigione, portare compassione e comprensione a ogni aspetto del rifiuto di sé o della negazione.

In questo modo, possiamo iniziare a dissolvere i sentimenti esagerati di colpa e vergogna, costruiti (inconsciamente) sulla base di standard che non rispecchiavano ciò che ci si poteva realisticamente aspettare da noi in quel momento.

Comprendere cioè la differenza tra ciò che i nostri genitori (o gli altri in generale) si sono sempre aspettati da noi e quello che realmente siamo.

E ciò potrà portarci, pian piano, a stabilire noi gli standard per la nostra autoaccettazione.

E quando possiamo smetterla di valutarci in base alle nostre sofferenze passate o a quello che gli altri si sono sempre aspettati da noi o a valori della società in cui non crediamo allora possiamo finalmente essere liberi.

Comprendere in maniera compassionevole il nostro passato, le nostre sofferenze e i nostri comportamenti può darci il diritto di perdonare noi stessi.

E accettarci per quello che siamo oggi. In questo preciso istante.

Quindi posso amare la mia “parte malata”?

Quando inizi una psicoterapia, cominci a comprendere che non c’è niente di sbagliato. Le emozioni non sono sbagliate, le tue difese non sono sbagliate.

La resistenza al cambiamento ha perfettamente senso.

Persino giudicare te stesso, in qualche modo, non è sbagliato. È un modo per dire:
è proprio qui che mi fa male!

La terapia non è il luogo in cui dire al paziente “Questa è la tua parte malata“.

Le persone si giudicano già abbastanza da sole. Quando diciamo al paziente che ha una “parte malata“, lo incoraggiamo a giudicarsi, a separarsi da quella parte.

Dietro a queste nozioni di giusto o sbagliato, malato o sano c’è, ancora una volta, la Compassione. Quell’amore incondizionato che può abbracciare qualsiasi emozione, ansia, difesa, resistenza.

È solo qui che, secondo me, possiamo realmente curare noi stessi.

 

CONCLUSIONE

Bene!

Siamo arrivati alla conclusione di questo articolo!

Come hai potuto vedere ho cercato di condensare all’interno tutto ciò che ti può servire per cominciare questo viaggio di amore per te stesso.

Non limitarti a leggerlo una volta e ad abbandonarlo. Rileggilo, prendi appunti se serve, ma soprattutto mettilo in pratica.

Giorno dopo giorno.

Questo è il duro lavoro a cui facevo riferimento all’inizio: leggere e rileggere tanti articoli senza praticare è assolutamente inutile.

Ricordalo.

 

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