La Via dell’Amore. Come realizzare la Scintilla Divina che è in Noi

La Via dell’Amore. Come realizzare la Scintilla Divina che è in Noi

di Alessandro Del Vescovo

Con la creazione, è avvenuto un distacco dal Tutto. Al livello più elevato c’è un’unica entità da cui si distaccano le monadi che intraprendono il percorso di discesa nella materia. Quindi c’è una separazione, una divisione del Tutto, tanto che adesso siamo unità distinte e separate (questo lo vedremo meglio nella prossima parte).

Questo però vuol dire anche che a un livello più ampio tutto ciò che ci circonda è in qualche modo connesso a noi, che siamo uniti a tutto il resto da un’origine comune, e anzi che eravamo fusi a tutto il resto nel nostro stadio primigenio.

Di questo, però, spesso ce ne dimentichiamo. Pensiamo che tutto l’universo ruoti attorno a noi, pensando che alla fin fine nulla ci riguardi, fuorché noi stessi. Eppure è innegabile che questa connessione sia intimamente percepibile. È la stessa cosa che succede con le cellule del nostro corpo, che cooperano verso un obiettivo comune, anche se noi non ne siamo coscienti. Se una cellula impazzisce e si mette a fare soltanto quello che vuole, si crea una disarmonia nell’intero organismo che porta alla malattia (i tumori sono proprio questo).

Allo stesso modo, possiamo renderci conto che se l’uomo agisce solo in funzione del suo ego e non per l’organismo di cui fa parte (in questo caso il mondo, l’umanità), crea una disarmonia che inevitabilmente porterà effetti distruttivi (ingiustizie, guerre, distruzione) nell’organismo stesso di cui fa parte. Pertanto, sarebbe opportuno avere sempre a mente l’equazione: Cellula : Uomo = Uomo : Umanità

Tutto l’universo è soggetto alle stesse leggi; è celebre l’assioma di Ermete Trismegisto “Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, e ciò che è in basso è come ciò che è in alto”, che nel Padre Nostro si è trasformato in “Come in cielo, così in terra”. Questa appartenenza a un mondo più vasto ha delle implicazioni molto rilevanti. La prima è che il tipo di vibrazione che noi immettiamo nel mondo è un contributo ad alimentare il livello di vibrazione del mondo stesso.

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Di solito, le persone che non hanno consapevolezza di questa appartenenza a un universo più grande, vivono nell’egoismo. Questo perché anche loro hanno, a un livello nascosto, la loro spinta all’evoluzione e alla riconnessione con il Tutto, ma poiché sono privi di consapevolezza del loro compito su questo pianeta (essendo su un livello evolutivo più basso), tendono a colmare l’impulso con gratificazioni di natura prettamente materiale, che è l’unico piano di realtà che conoscono.

E così la massima preoccupazione diventa quella di pagare le bollette, e il più grande appagamento è la vittoria della squadra di calcio del cuore. In realtà questo accade perché la loro esperienza necessita ancora di sperimentare la materia densa. L’anima di queste persone è giovane, ma arriverà anche per loro il momento del “risveglio”.

Gli uomini, emettendo costantemente vibrazioni basse, attirano materia che vibra sulla loro stessa frequenza, e vi rimangono incatenati: tutto diventa un automatismo, e si generano forme pensiero che li rendono schiavi delle proprie stesse convinzioni. E il meccanismo che si innesca è quello del cane che si morde la coda, perché producendo vibrazioni basse, le persone attireranno attorno a loro stesse soltanto vibrazioni della stessa frequenza. E ciò non può che portare a conseguenze negative a tutti i livelli.

La seconda implicazione dell’appartenere a un mondo più vasto è che quando ci sentiamo sganciati da tutto il resto e viviamo nella nostra bolla, tendiamo a dare la colpa all’esterno di tutto ciò che ci accade. Ci lamentiamo, giudichiamo, addossiamo agli altri le responsabilità dei problemi che affliggono noi e dei disastri che affliggono il pianeta. Il mondo in cui viviamo non ci piace, ma continuiamo a comportarci da vittime, credendo di vivere in balia di situazioni più grandi di noi, delegando molto spesso ad altri il destino delle nostre vite.

Questo atteggiamento di additare sugli altri la responsabilità di tutto ciò che non ci piace, ci allontana dalla conoscenza del nostro vero sé e ci porta ad alimentare basse emozioni, come la divisione, la separazione, l’esclusione, e tutto si tramuta in classificazione e giudizio: se hai fede, il tuo credo deve collocarsi entro i confini di una religione precisa; se non mangi carne sei definito vegetariano o vegano, e di conseguenza anche animalista; se esprimi un’opinione sulla società sei subito etichettato come fascista o comunista, e così via.

Tuttavia, proprio rendendoci conto che nella realtà non siamo affatto slegati da tutto il resto ma, in una dimensione universale, siamo piccole cellule di un unico grande corpo onnicomprensivo, è facile capire che anche il benessere della propria vita, così come il benessere del mondo, dipendano in grande misura (molto più grande di quanto normalmente si pensi) dalla nostra stessa responsabilità.

Perché cambiando in meglio la nostra vita, innalzando il nostro livello di frequenza, possiamo contribuire a cambiare anche quella di coloro che stanno vicino a noi, innescando una reazione a catena. Se ognuno di noi diventa migliore, anche il mondo sarà un posto migliore.

Tratto da: “La Via dell’Amore – Come realizzare la scintilla divina che è in noi” di Alessandro Del Vescovo

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