Autostima

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Per autostima si intende la capacità di intrattenere un rapporto positivo con se stessi e la propria interiorità

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Autostima: che cos’è

Per autostima comunemente s’intende la capacità di avere un buon rapporto con se stessi, inteso come base per un buon rapporto con gli altri e col mondo. Nell’accezione corrente, l’autostima si conquista auto-attribuendosi valori e qualità che connotano una personalità vincente, cioè dicendosi di continuo: “sei forte, ce la puoi fare”. Secondo questo punto di vista, una buona percezione di sé deriva dal convincersi di essere “bravi”. Questo consentirebbe di muoversi nel mondo con la sicurezza e la tranquillità necessarie per operare al massimo delle proprie risorse.
Tutto ciò però implica uno “sforzo” costante che richiede l’adesione quotidiana a modelli esterni (più belli, più forti, più brillanti, più grintosi…). In altri termini, consiste nell’indossare continuamente una maschera che nulla ha a che fare con la propria spontaneità. Ma che cos’è allora la vera autostima, quella che si raggiunge senza forzature, naturalmente?

L’autostima secondo Riza

Avere autostima significa piacersi, andarsi bene così come si è, senza volersi migliorare, cambiare, correggere in alcun modo. È un modo di essere che si conquista stando nel presente e accogliendo tutti gli stati di cui l’interiorità si colora istante per istante. Il suo raggiungimento non è rimandabile a quando avremo realizzato certi obiettivi che consideriamo necessari per acquisire una buona opinione di noi stessi. Anzi, questa via distrugge l’autostima: gran parte di noi passa la vita a rimandare la felicità a quando avrà avuto successo, incontrato l’uomo o la donna giusti, messo su famiglia, guadagnato più soldi, comprato l’auto, la casa o il vestito più bello. Oppure a quando avrà risolto i suoi problemi pratici o esistenziali, a quando sarà più sicura, a quando avrà eliminato i suoi difetti di carattere. Sprechiamo a volte tutta un’esistenza in attesa che accadano delle cose che poi, anche quando si avverano, spesso ci lasciano più vuoti di prima.
Se i nostri pensieri sono quasi sempre vincolati al passato o proiettati nel futuro, invece che collocati nel presente, corriamo il rischio di non vivere mai pienamente e di essere quindi insoddisfatti della nostra esistenza. Di fatto, siamo prigionieri dei modelli che la realtà ci impone e così facendo passiamo gran parte del nostro tempo a sognare di diventare ciò che non siamo, a fare nostri modi d’essere che riteniamo “vincenti”, “perfetti”, ma che non ci appartengono. Da qui nascono senso di inadeguatezza, senso di colpa, paura del fallimento, delusione, insicurezza, fattori che ci predispongono alla disistima e all’infelicità.

L’autostima non è uno sforzo della mente

Non è usando la ragione o facendo dei bilanci che possiamo decidere se siamo o non siamo “ok”. Non esistono parametri assoluti per stabilire quanto valiamo. L’autostima non corrisponde a uno sforzo della mente, ma ha a che vedere con un diverso atteggiamento mentale, che si basa sull’accettazione consapevole di ciò che siamo adesso, in questo preciso istante. Stare quindi nel presente, senza rimpianti per gli sforzi che non abbiamo fatto in passato, senza frustrazione per ciò che non abbiamo ancora realizzato. Autostima non vuol dire imporsi di migliorare ogni giorno, ma accettare quel che si è una volta per tutte. Chi compie questo passo conosce stati di gioia inaspettati e spesso ottiene, anche se in modi inaspettati, tutto ciò che nel profondo desidera davvero. In primis l'autostima.

 

Autostima, definizione e rapporto con se stessi | Riza Dizionari

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