Il “Grande Burattinaio”

Il “Grande Burattinaio”

di Carlotta Brucco

Nessuna sicurezza. Nessuna certezza… Questo momento è un grande invito a spogliarci di tutto per ricordarci che non abbiamo bisogno di niente, solo di ricordarci chi siamo veramente.

Il punto dell’universo dal quale si guarda, determina cosa si vede. Se si guarda da un punto di vista duale, egoico, si vedono il male e il bene che combattono. Si vedono azioni di guerra di qua e di là. Se si guarda da una visione unificata, si inizia a vedere il gioco tra le due forze; luce e ombra che cooperano per portare ogni porzione di coscienza a Casa.

È il Burattinaio che muove il burattino “buono” e il burattino “cattivo”. Sembrano combattersi, ma in fondo è sempre Lui che li muove entrambi. Il Burattinaio, l’Intelligenza Infinita che tutto È, vuole conoscere se stesso in ogni sua possibilità di manifestazione e per sperimentare il mondo duale ha bisogno di dividersi in due forze/burattini, luce e ombra, buono e cattivo.

Ogni forma/schema, tuttavia, non è in eterno, ma è un passaggio; nel momento in cui viene conosciuta a fondo, si passa oltre e il focus, invece di essere posato sui burattini, risale al Burattinaio. Il Burattinaio si racconta infinite storie perché vuole conoscersi in tutte le sue possibilità di manifestazione. C’è sempre e solo Lui, ogni personaggio delle storie che si racconta è sempre se stesso. Una sua mano fa il buono e l’altra il cattivo. E scopre cosa si prova in tutte le esperienze.

Il Creatore portando il focus sul personaggio viaggia attraverso mille avventure. Noi siamo il Creatore che porta il suo focus su quella storia che porta il nostro nome; siamo tutti sempre e solo Lui. Quando il Burattinaio è stufo della storia tra le due marionette, perché ha conosciuto a sufficienza l’esperienza del gioco duale tra bene e male, ritorna con il focus su di sé. Ogni volta più ricco di esperienza.

I burattini siamo noi, o meglio il personaggio che crediamo di essere. Quel personaggio non esiste veramente. Esiste solo il Burattinaio, ma quando ci confrontiamo con l’altro burattino, quella persona che sembra essere così diversa da noi e che magari agisce in modo opposto al nostro, non vediamo certo il Burattinaio. E nasce il conflitto tra due opposti.

Il focus dell’attenzione viene quindi ad essere una chiave molto importante. Dove viene portato il focus: sul Burattinaio o sui burattini? In base a dove si trova il focus si vedono mondi diversi.

Non possiamo dimenticarci che il senso della nostra esistenza è comprendere, raccogliere le informazioni su ogni forma archetipica in modo che il focus possa tornare a Sé, il Creatore. Al Burattinaio interessa sperimentare, conoscere, e questo si compie attraverso il suo manifestarsi in infinite forme.

Quando il Creatore gioca con i due burattini, Buono e Cattivo, entra bene nelle varie parti per cui sembra che si combattano. È come se ora giocassimo ai burattini e facessimo finta che una nostra mano fosse Il Buono e l’altra Il Cattivo. Ci sembrerà che una mano sia buona e una cattiva, ma è solo perché stiamo giocando, stiamo entrando nel racconto. Nulla di più. E così nasce l’identificazione con la storia, con il personaggio.

Sembrerà che le due mani/burattini siano due enti diversi. Ma sono sempre le nostre mani e noi stiamo giocando. Ci troveremo a vedere che le nostre due maniburattini litigano sempre tra loro perché vogliono imporre sull’altra la loro visione della cose.

Questa storia di lotta tra gli opposti è lo schema egoico che chiamiamo “archetipo dell’eroe”; ha sempre la stessa struttura, le stesse tappe che si ripetono finché non vengono comprese. E l’eroe per forza prima o poi incontra la sconfitta. E la sconfitta porta alla resa. E la resa porta alla fine di quello schema. La sconfitta porta a mettere in discussione ogni verità e quando questo accade il focus si sposta e risale sempre più alla fonte passando dalla conoscenza di una forma archetipica all’altra.

Quando il Burattinaio ha sperimentato a sufficienza questa forma duale, non è più interessato ad andare oltre: il film finisce e il focus torna a Sé. Detto in altre parole, ognuno è il Creatore che sta raccogliendo esperienze uniche e per questo preziose. Ognuno di noi è un movimento di focus del Creatore che sta conoscendo se stesso. Quindi il punto è capire dove viene portato il focus dell’attenzione e perché. Là dove si posa il focus nasce esperienza e conoscenza. Mano a mano che raccoglie informazioni si muove sempre più verso la forma successiva fino a tornare a Sé.

Se, per esempio, il focus viene portato sulla storia/pensiero/credenza “Io sono questo corpo”, si sperimenterà proprio quella forma illusoria che si irrigidirà sempre più, non permettendo di vedere altro, ma visto che tutto è in movimento verso il centro di Sé, visto che il focus è attratto verso il Centro, quella forma rigida sarà chiamata a rinnovarsi e crollerà, andrà a pezzi, e verrà magari messa in discussione proprio da un elemento della storia che potremo chiamare “il burattino cattivo”.

E allora il burattino cattivo che funzione ha? Se serve per far crollare una forma/credenza vecchia, rigida e distorta che impedisce al focus di viaggiare verso Casa, è utile o no? Siamo solo un corpo che si ammala e che muore? O siamo il Creatore, Intelligenza Infinita, Coscienza Una che sta sperimentando anche attraverso uno strumento che chiamiamo corpo?

E se le difficoltà che stiamo vivendo fossero una possibilità per far crollare tutte quelle visioni distorte che ci impediscono di Vedere ciò che siamo veramente? Se tutto è Intelligenza Infinita e nulla al di fuori di Lei, vuol dire che nulla accade a caso… nulla.

Se ci si ammala è la cosa migliore per noi in quel momento, la massima possibilità che abbiamo di comprendere la lezione per passare al mondo/schema successivo. Sembra ci si ammali parecchio in questo periodo perché molto è da smaltire. Che ci si ammali per una causa o per l’altra non importa, stiamo smaltendo il mondo vecchio; lo stiamo digerendo per essere in grado di vedere quello nuovo. Ma è indigesto… non è facile da digerire. Ci vuole tempo e pazienza.

Occorre occuparsi di questa tremenda digestione in modo molto accurato, così che possa essere completata per poter assimilare un nuovo cibo. E questo nuovo nutrimento è lo stato di coscienza alle porte, quello dell’amore incondizionato. Se siamo in grado di smaltire la vecchia visione, il vecchio mondo, potremo vedere quello nuovo. Già ora.

Per accorgersi di essere il Burattinaio, per far risalire il focus, dobbiamo iniziare a raccontarci quella storia dove abbracciamo l’altro burattino. Accoglierlo fino a sentire che non è altro da sé. Ognuno viene invitato a vedere l’esistenza non come un nemico ma come una madre amorevole, che ricorda a tutti di non identificarsi con un corpo mortale ma con l’infinito che ognuno è.

Attraverso tutti questi malanni sta morendo una vecchia visione del mondo che è anche una vecchia visione di noi stessi e degli altri. Si può sentire la Grande Madre sussurrare: “Non aver paura né della malattia né della morte. Fidati che nulla e nessuno può toglierti ciò che sei e sempre sarai. Fidati dell’Amore Intelligente che sei e che tutto è. Sei Infinito Intelligente, lascia fare a ciò che sei veramente e non a ciò che credi di essere”.

Questo momento ci spinge a ricordarci che non abbiamo nulla, non possiamo possedere nulla, nemmeno il corpo, nemmeno i figli, nemmeno il nostro nome e cognome, nemmeno i ricordi, il passato, nemmeno la nostra identità. Nessuna sicurezza. Nessuna certezza. Questo momento è un grande invito a spogliarci di tutto per ricordarci che non abbiamo bisogno di niente, solo di ricordarci chi siamo veramente.

Le immagini che crediamo di essere non possono entrare nel nuovo mondo. La difficoltà di questo momento insegna a lasciar andare ogni sicurezza, ogni verità per accogliere tutto nel cuore, il buono e il cattivo, il giusto e lo sbagliato. Allora tutto verrà unificato e il Tao sarà visto nella sua interezza.

Tutto è uno. E l’Uno è intelligente, è Amore, nulla dunque  può accaderci per caso, ma solo per il nostro massimo bene. Se ci serve malattia quella sarà, in un modo o nell’altro. Se non serve difficoltà, non accadrà. Questo non vuol dire ovviamente agire a caso, ma in accordo al proprio sentire, alla propria raccolta onorando e rispettando la propria unicità. È importante ascoltarsi, informarsi e agire in accordo a ciò che si avverte più in sintonia con sé, perché è da lì che passa la propria raccolta e cosa sarò in grado di vedere.

Tutto ci ama come la madre più intelligente e amorevole. Quindi possiamo fidarci di ogni istante, qualunque esso sia. Senza paura. Nessun nemico. La chiarezza che sorge dall’assenza di paura porta ad approfondire la conoscenza e quindi ad agire nel modo più consono a ciò che siamo.

Se ci prepariamo a fidarci dell’esistenza saremo in grado di imparare a morire senza batter ciglio, così da essere in grado di vivere ogni attimo in totale presenza. La più grande forza è essere sempre pronti ad abbracciare qualunque evento e chiunque si trovi sul nostro cammino, ricordandoci con una risata che siamo tutti l’unico e solo grande Burattinaio.

Articolo di Carlotta Brucco – Canale Telegram: https://t.me/neomrevolution

Fonte: https://anima.tv/carlottabrucco/2021/153-il-grande-burattinaio/

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