Ho scritto questo racconto all'età di dodici, tredici anni ( RICORDO DI UNA VITA PRECEDENTE? ( C'E' POSTA PER FABIO )

Ho scritto questo racconto all'età di dodici, tredici anni ....( RICORDO DI UNA VITA PRECEDENTE? ..CREDO DI SI...)

Rifugio Torino.JPG

RIFUGIO TORINO...MONTE BIANCO..

 

VITA PASSATA.. ??????

 

Ho scritto questo racconto all'età di dodici, tredici anni e l'ho ricopiato esattamente come allora è stato scritto...A quei tempi non sapevo il perchè avevo sentito in me l' impulso che mi aveva fatto scrivere come un vecchio alpino.... Ma se valuto con gli occhi di oggi, posso dire che forse già avevo vissuto da vecchio alpino, e guarda caso ( in questa vita ) ho sempre desiderato vivere in una baita ai piedi del Monte Bianco.....

Posso anche dare un senso al fatto che, quando mi trovo in un rifugio di montagna mi sento felice, appagata, come se avessi finalmente trovato un posto in cui mettere la famosa tenda (che un discepolo.. non ricordo quale ) disse a GESU' sul monte TABOR, IL MONTE DELLA TRASFORMAZIONE..

Ho trovato poco tempo fa questo vecchio quaderno, ma solo oggi ho sentito il bisogno di considerarlo come parte di riflessione per il mio personale attuale cammino..

Quella timida ragazzina che tanto amava la montagna, non era altro che un contenitore di ricordi dove il vecchio alpino, attraverso di lei..... riusciva ancora ad AMARE LE SUE MONTAGNE..

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VECCHIO ALPINO RICORDA.......

( PENSIERI E IDEE DI UN VECCHIO ALPINO)

 

La mia baita sorge in una ridente valle della Val D'AOSTA ai piedi delle grandi e maestose montagne, caratteristiche di quella regione..

Ecco, la mia montagna è qui davanti a me fiera e superba nel suo manto bianco e le sue altissime vette che sembrano sferrare un attacco al cielo.

Questo atteggiamento superbo della montagna metterebbe paura, timore ad un qualsiasi turista,o forse quest'uomo le passerebbe accanto degnandola solo di uno sguardo privo di sentimento.

Ma vista da noi, cuori affascinati dalla sua invitante bellezza, non possiamo che esserne avvinti, ed in quel momento il nostro corpo,le nostre menti, i nostri sentimenti sono tesi verso colei che tanto amiamo...

Io la guardo; il mio pensiero vola tra quei ghiacciai eterni,tra quelle vette che brillano al sole, tra quelle rocce inesplorate.

Grande, immensa è la soddisfazione e la gioia di coloro che raggiungono trionfanti la vetta dopo giorni, ore di lunghissima ascensione, bivaccando in parete per intere e gelidi notti vincendo la più temuta nemica..la bufera che spesso li tormenta obbligandoli a bivacchi forzati, prolungando la loro gioia dell'arrivo alla vetta tanto anelata.

Noi alpinisti però, non sfidiamo la montagna e neppure le temiamo; ma la consideriamo una cosa a noi tanto preziosa, anzi direi...una cara vecchia amica...

Ed è con amore, con forza infinita che cerchiamo disperatamente di “conquistarla” rendendola una parte di noi stessi...Ma vi ricordo amici che, oltre la forza, l'amore ed il coraggio,è indispensabile la prudenza. Quando uno scalatore è appeso in parete, e come compagno a un tempo perverso, egli è solo con se stesso, ed un'incertezza, uno scoraggiamento può essergli fatale.

Ma egli sa che deve proseguire la salita verso la vetta senza esitazione alcuna, perchè a casa l'attendono con ansia i suoi cari che attraverso una muta preghiera invocano DIO per il ritorno del loro caro papà.. Ed è in quel momento che sente in se un grande desiderio di vivere per ritornare vincitore alla propria amata famiglia e così,con grande prudenza, s'accinge a proseguire la parete che lo porterà trionfante alla vetta.

Solo lassù lo scalatore si sentirà un essere vero, reale, perchè l'atmosfera che regnerà attorno a lui ...sarà un dolce invito alla serenità, alla pace interiore..Così, volgendo lo sguardo nel vuoto, vedendo quello stupendo panorama, che solo l'alpinista può gustare; sentirà tutto il suo essere distendersi, una grande dolcezza investirà il suo cuore, ed egli non potrà che elevare un inno DI RINGRAZIAMENTO a DIO, il Solo Autore, pittore, di quell' avvincente paesaggio..

Il mio pensiero in quest'istante è molto triste, appeso alle rocce vedo delle lapidi e su ognuna di esse appare incisa una dedica, una fotografia in memoria alle vittime della montagna, vittime della loro stessa passione. Quanti nostri coraggiosi amici sono caduti tentando una di quelle imprese!!!!Quanti ragazzi ci hanno lasciato.! Ed è con dolore, con profondo dolore che noi li ricordiamo, come solo un vero amico della montagna... sa fare...

Molta gente ci giudica dei pazzi che cercano la morte...ma noi non siamo pazzi, forse un poco incoscienti si..ma è l'amore, la passione alla nostra montagna che ci rende tali.

Ma essi non possono capire perchè non sono animati dai nostri stessi ideali.

Come il soldato affronta il nemico sul campo di battaglia per la vittoria, libertà e indipendenza, così l'alpinista affronta le intemperie e le rudi forze della natura per conquistarla, possederla.

Eroi come i soldati sono gli alpinisti, eroi per il loro coraggio nell'affrontare l'incognita di un ascensione, e per il loro coraggio nell'avanzare con passo sicuro verso la conquista della vetta che li renderà trionfanti di gioia.....

In questo momento sta giungendo sino a me un suono confuso di voci che cantano una bellissima tradizionale canzone alpina:” Il testamento del capitano” Quelle calde note mi riportano ad un tempo lontano della mia giovinezza, quando per la prima volta, accompagnato da un mio caro amico percorrevo il sentiero che portava ad rifugio situato in una bellissima località dell'alta Lombardia..( non ricordo il nome )

Mi trovavo in quella situazione contro la mia volontà, ed ero molto inquieto con me stesso per non aver saputo rinunciare decisamente a quell'invito.

Dopo parecchie ore d' ascensione arrivammo finalmente al rifugio, sentivo le forze mancare ed il cuore battere fortemente e ricordo anche che guardai con rimprovero il mio amico e con un fil di voce gli dissi:” Questa è l'ultima che mi fai?” Cosi dicendo entrammo nel rifugio. Attorno a me c'era una confusione di luci, di colori, e nell'aria regnava una gran nube di fumo che oscurava i volti delle persone allegre e chiassose che stavano sedute a dei tavoli negli angoli del locale.

Io ero fermo sulla soglia immobile come una statua senza vita, quella confusione mi stordiva, avevo solo un desiderio...fuggire andarmene il più lontano possibile. Ma non so spiegarmi come, mi trovai seduto ad uno di quei tavoli in compagnia di ragazzi e ragazze che chiacchieravano rumorosamente incuranti delle persone che stavano loro attorno.

I tavoli erano sporchi di chiazze di vino completamente ricoperti di zaini, maglioni, giacche a vento ecc. Ed io ero li nel mezzo di quel caos come un automa telecomandato. Per farla breve..verso sera ero come uno di loro, partecipavo alla compagnia, chiacchieravo, scherzavo, cantavo ad alta voce, mi comportavo esattamente come se da tempo frequentassi quei ragazzi....Ero meravigliato di me stesso, del mio cambiamento improvviso, soprattutto del mutamento delle mie idee riguardo i frequentatori di “bettole”...

Il mio atteggiamento da studentello aristocratico era completamente scomparso, ed io ne ero immensamente felice. Mi sentivo più vero, più buono verso il mio prossimo, quell'ambiente mi aveva fatto un grande dono, il dono dell'umiltà, della semplicità, cose che prima di quell'esperienza mi erano sconosciute, lontane....Ed è stato in quell'istante che incomincia ad amare la montagna con l'amore che viene dal cuore per diffondersi poi dolcemente in ogni cellula del mio corpo..

(TOC,TOC.. DEI TOCCHI ALLA PORTA )

In quest'istante alcuni tocchi alla porta della mia baita mi risvegliano da dolci ricordi e nostalgici pensieri che avevano completamente occupato tutto il mio essere.

Ma vorrei tanto amico mio, che tu abbia compreso le mie idee, il mio modo di pensare riguardo la montagna, perchè solo così puoi considerarti un vero alpinista, un uomo con un cuore sensibile e generoso.

E tu sconosciuto...se leggerai questo mio sfogo e forse lo definirai esagerato o frutto di una mente esaltata, sappi che ti sbagli; perchè neppure un libro di mille pagine potrebbe contenere a parole il mio amore, la mia passione verso l'amata montagna, colei che tanto spiritualmente amo con sublime e intensa religiosità

”Tra pochi istanti chiuderò questa finestra, ed ella scomparirà dal mio sguardo, ma non dal mio cuore, perchè in esso, oggi, domani, sempre....rimarrà il mio “CHIODO FISSO".....

 

Marinella …{#emotions_dlg.big-hug}

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E' bellissimo il racconto e

E' bellissimo il racconto e soprattutto la magia  dell'esistenza umana che è sempre così misteriosa e affascinante tanto da mescolare un vecchio alpino in una giovane ragazzina.

E' una grande cosa questa, fai benissimo a conservarla, è preziosa. 

Si... penso che esiste nel

Si... penso che esiste nel bambino/a un potenziale divino superiore che va ben oltre l'ordinaria coscienza umana che, sebbene apparentemente inerme, reca in sé i semi della completa maturità; altrimenti come potrei aver avuto questa fantasia ? 

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Ecco perchè dovremmo cercare di tenere sempre bene a mente della presenza in noi di una dimensione bambina, cercando di pulire il più possibile le memorie emozionali negative collegate all'infanzia per essere in grado di esprimere questa pura dimensione dal suo punto di vista positivo.

Rileggendola ritrovo in me quell'innocente fantasia che mi ha ispirato questo "strano" racconto.

Grazie per la tua interpretazione affine.

Un{#emotions_dlg.big-hug}  VIRAMO{#emotions_dlg.salut}

 

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