La Stanza Accanto..( C'E' POSTA PER LUCIO )

        Erba,  aprile   2009

 

 ANTEFATTO.

 

Sempre più, per come velocemente cambia la vita, siamo costretti a catturare poche informazioni per il tutto (arrivando spesso a conclusioni imprecise, e qui i venditori di fumo ci vanno a nozze).

A guadagno di tempo, pur mantenendo una corretta informazione, di questo scritto si può:

a)      Non leggerlo.

In questo caso per ulteriore guadagno di tempo, potete venire a trovarmi con massimo mio piacere tutte le volte che lo desideriate, ma non quando la mia vita terrena volgerà al suo naturale percorso finale.

a)      Leggere solo le parti in corsivo che sono quelle essenziali, quasi un lasciapassare dalla “La Stanza Accanto”.

 

 

                 

                             La Stanza Accanto.

                                                                                                                Chi è senza rospo

                                                                                                                sputi per primo.

 

 

A voi tutti carissimi,

                                   nello svolgere della vita, mi è capitato di trovarmi in situazioni, che trovavo spesso difficili.

     “Queste cose succedono solo a me “  mi dicevo, e proprio perché me lo dicevo, non poteva che

      essere vero.                       

Gli altri avevano una vita lineare, chiari nelle loro amicizie, nelle persone che frequentavano, così come nelle loro scelte politiche o religiose.

 

      Questo mi ha portato sempre più ad isolarmi, trovandomi meglio con me stesso.

Da giovane cerchi la compagnia, è ossigeno per la tua crescita, e se mi capitava di esprimere qualche mia opinione e proprio per questo non necessariamente allineata con il Gruppo del momento, erano per lo meno incomprensioni e seccature.

 

      Da adolescente, mi sento dire che sono un qualunquista; non capisco e ci soffro.

      Mi salverà Giorgio Gaber, che mi è sempre piaciuto moltissimo per quanto sapeva portare in scena (della sua vita privata, proprio perché tale, lascio ad altri, se vogliono, prendersi la briga di avere delle opinioni) e al termine di un suo spettacolo, che ricordo ancora molto bene

“ Anche questa sera non si vola”, i commenti sono stati - “sì, in fondo bello, ma qualunquista”.

Allora improvvisamente capisco, essere qualunquista in un certo lessico vuole dire avere idee proprie – per maggiore chiarezza - non codificate da alcuna credenza ufficiale (politica o religiosa)  e ancor più grave esprimerle.

Mi è piaciuto e mi ha rasserenato.

 

      Capisco anche perché nella vita mi sono trovato e mi troverò anche in futuro, tra incudine e martello, con difficoltà e sofferenze da giovane, ora beatamente tranquillo semplicemente perché questa è la mia natura e per di più mi piace e la trovo funzionale per questo strano e affascinante percorso che è la vita.

Mi piace vedere nelle persone il lato che trovo bello e che mi insegna, quello che trovo pesante e deprimente non mi interessa, saranno loro stessi a cambiarlo, se riterranno di doverlo fare e se lo vorranno fare.

Da parte mia potrò solo farmi delle domande, come l’amato Shakespeare ci insegna a fare, e solo quando sento che la situazione ristagna, prendere quelle dovute distanze e appartarmi nella ricca solitudine, tanto per non soffrire inutilmente e buttar via del tempo prezioso e irripetibile.          

 

      Per questo ho sopportato, e imparata finalmente la lezione non sopporterò più, battute acide, criticismo, cattiverie, ecc. e proprio perchè non ho voluto mai allinearmi a una fittizia appartenenza di pensiero:  politica, religiosa, di censo o altro.

 

      A ben pensarci, forse tutta questa storia dell’essere o non essere allineato è solo una Grande Bufala perché il nocciolo è, come di consueto, cosa semplice,  cioè ricerca di pretesti (allo scopo vanno benissimo anche il Milan e l’Inter) per poter dare sfogo liberamente al proprio pensiero negativo, su altri naturalmente.

Per criticare devo necessariamente spostare l’attenzione da me per farla ricadere al di fuori, e così liberarmi dalla possibilità di vedere quelle mie parti che potrebbero, magari …….. forse … … anche … da me stesso essere prese in considerazione e magari elaborate.

      Alcuni millenni fa, un signore, qualche volta anche adorato e poco seguito nei suoi insegnamenti, forse perché anche lui visto come un Maestro o un Guru, e così a priori pericoloso per le nostre già traballanti sicurezze, parlava inutilmente di occhi e di travi.  

 

      Ringrazio così le persone che granello su granello o macigno su macigno, con pazienza certosina, o con la grazia di un ippopotamo (scusandomi con gli ippopotami, forse questo parallelismo non è politicamente corretto) che mi hanno saturato e così insegnato a non più subire situazioni inutilmente pesanti e non funzionali, naturalmente detto in barba all’ipocrisia della buona educazione e  alla mia vigliaccheria del quieto vivere.

      Ringrazio il Pompeo, mio padre,  per la sua rude immediatezza nell’esprimersi e per questo  poco amato, la Rosalba, mia madre, la mitica zia Baba, amata da tutti, anche grazie ai numerosi rospi che nella vita ha ingoiato, per “quieto vivere” o nell’inutile speranza, che i suoi disperati messaggi, urlati in silenzio, dovessero prima o poi essere recepiti.

      Il bello è che proprio mia madre, la Baba, mi diceva:  quando devi dire le tue ragioni, esprimiti con chiarezza (devo purtroppo constatare che a volte, con certe persone, per essere chiari bisogna anche avere la capacità - o imparare - di fare finta di essere villani, far finta per non rovinarsi la salute e caricarsi di energie negative ) e poi per sicurezza ripetiti più volte perché chi non vuol capire, semplicemente, capisce con maggiore difficoltà.

 

      I figli da piccoli sono carta assorbente, dai genitori e dall’ambiente si impara nel bene e nel male, e ci si adegua: da piccoli per sopravvivere, poi per paura di perdere gli affetti più cari.

      Così si prende la cattiva abitudine di “mandar giù rospi” in nome dell’ipocrisia di una buona educazione borghese o semplicemente per la paura di essere ciò che in realtà siamo.

      Si sa, i veri Maestri di vita sono le persone a noi più vicine, perché  avranno più possibilità di ferirci e così di farci progredire con quell’insegnamento che la vita con insistenza ci porge e noi spesso con altrettanta insistenza ignoriamo, anche per vigliaccheria mascherata da buonismo.

 

      Troppe volte per timore di offendere non sono stato abbastanza chiaro, ora mi prendo il sacro impegno di essere chiaro, anche se questo potrà risultare spiacevole, ma sicuramente alla lunga più funzionale per tutti.

 

      Allora perché “La Stanza Accanto” ? ……. Semplice.

 

Ringraziando, ora ho ancora libertà di movimento.

      Quando vengo a trovarmi in situazioni per me non funzionali e che ristagnano, posso scegliere se rimanere e inutilmente soffrire (cosa che non farò più) o con uno smagliante sorriso salutare ed andarmene dove mi è più funzionale e piacevole continuare questo irripetibile e magico cammino che è la vita.

 

      Già, ma sul letto di morte ?

Prima dell’inizio del Grande Cammino e anche dopo, per alcuni giorni, secondo i buddisti e molto mi piace la loro filosofia, verremo a trovarci in una situazione di cambiamento (crisi) delicata e molto difficile.

      La crisi che inizia ad affacciarsi, sono solo gli albori (2009), e che tanto spaventa il nostro mondo che si autodefinisce “civile” anche se sarà di quella gravità che neppure possiamo lontanamente immaginare, al confronto sarà un giochetto per bambini viziati.

 

      Nel trapasso forse capiremo perché abbiamo un cervello che nella vita quotidiana funziona solo al  5 – 10 % delle sue possibilità, potrebbe essere che la Natura, che è fatta molto meglio di quanto vogliamo credere con tutti i limiti del nostro sapere, voglia darci tutte le possibilità per fare quelle scelte, che probabilmente ci permetteranno di raggiungere una nuova misteriosa affascinante meta, altro che Passaggio a Nord – Ovest.

      In quel momento dove il mio essere lavorerà al massimo, dove si faranno le scelte determinanti, conseguenti di tutte le belle esperienze e errori di una vita, non posso certo pensare di correre il rischio di perdermi questa emozionante e avvincente avventura perché in platea c’è qualche noioso, distratto, annoiato spettatore,

 

      Nessun problema.

La vita in ogni suo attimo per attimo, è  perfetta, c’è una soluzione a tutto.

      “ La Stanza Accanto “  è la soluzione.  

 

      La Stanza Accanto è riservata a chi pensa di trovare al mio funerale una buona occasione per parlare di affari, specie se degli altri, di politica o per chi si sente obbligato a venire e incontrare parenti o conoscenti che mai si è sognato di vedere per decenni e con i quali è unito  solo da un reciproco o unilaterale poco rispetto.   

Meglio ancora sarebbe stare a casa propria.

 

      A questo riguardo consiglio la lettura di due piccoli libri molto interessanti:  

“Essendo capace di intendere e di volere” di Salvatore De Matteis.     Sellerio Editore Palermo.

     E anche:

“In pena facoltà ……” dello stesso autore.   Editore Mondatori.

Consiglio di leggere anche la Prefazione, Codicillo alla prefazione e Appendice.  

Molto istruttivi, con umorismo e saggezza di un napoletano verace.

 

Sono una eterogenea raccolta di testamenti di ricchi e poveri e dove dalla lettura si può spesso sentire il disagio e l’incomprensione di tutta una vita con le persone più intime, moglie, marito, figli, nipoti ecc.    

 

      Il testamento è l’attimo di libertà estrema e proprio perché è atto di libertà, molto spesso non viene rispettato, specie se il Caro Estinto oltre a lasciare eredità di affetti, lascia soldi in buona quantità.

      Per questo il testamento viene spesso impugnato.

      Altre volte se scomodo e trovato per tempo, semplicemente distrutto.

      E’ totalmente inammissibile (quando ci sono di mezzo i soldi, naturalmente) che il Caro Estinto possa aver trovato più affetto e calore nella serva  piuttosto che nei congiunti più vicini.

Invece che essere esclusi in modo parziale o totale da un testamento sarebbe stato più funzionale affrontare queste vertenze – incomprensioni, da vivi che non lasciare, spesso rabbiosi e ben noti motivi di litigio.

      Certo, ma questo costa e tutto ciò che costa, troppo spesso si preferisce non affrontare, lasciare in sospeso e …………

 

      Difficile dialogare con un morto, magari brindando e assaporando del buon Sassella ……. ogni dialogo interrotto bruscamente è spiacevole e non funzionale, allora molto meglio vincere le proprie paure e affrontarsi prima, per capirsi.

     

Meglio spiegarsi e magari con coraggio ammettere le proprie mancanze, che non  fuggire con la morte o come si fugge quando si  “butta giù il telefono”  che mette in luce solo la propria insicurezza.

 

      Già e in tutto questo come la mettiamo con la funzione religiosa?

 

Bello per me essere ospitato nella Chiesa del paese, come punto di incontro della comunità, ma solo momentaneamente ospitato e senza alcun Credo codificato di appartenenza,  aperti a chiunque si avvicini in umiltà e sincerità; la religione è troppo grande per essere limitata dai seppur vasti confini delle credenze umane che proprio perché confini dividono, allontanano, separano, uccidono e ……. e ben altre orride cose ancora.

 

      Ho scritto tutto questo perché sono interessato alla qualità della vita, che comprende tutti i passaggi, nascita – vita – morte, ed è intrinseco che nella qualità della vita è compresa la qualità della morte.

Allora ben venga per casi estremi la camera di rianimazione che  permetterà di ritornare alla vita, non certo essere tenuto in vita, quando è oramai chiaro che si è al termine naturale di questo percorso, di questa esperienza.

Meglio essere accompagnati dal calore di un affetto, rispettoso e sincero del tuo modo di pensare e non tirarla troppo in lungo, in modo innaturale,  con unico beneficio, di mascherate umanitarie organizzazioni commerciali.

     

      Se quanto detto non è chiaro o ha risvegliato qualche rospo che si credeva ormai digerito, Inch’ Hallah siamo ancora vivi, abbiamo ancora una vita per capirci, sempre se lo vogliamo. 

 

Buona giornata a tutti noi,

 

lucio marimonti  

 

  … il cammino è mutamento …………….            

 … non si invecchia … si fa cammino …

 

 

 

wow

Troppe volte per timore di offendere non sono stato abbastanza chiaro, ora mi prendo il sacro impegno di essere chiaro, anche se questo potrà risultare spiacevole, ma sicuramente alla lunga più funzionale per tutti....

Già Luicio,  io sento molto mia qs. tua affermazione....come è bello poter capire le cose e da li cominciare il cammino della consapevolezza....

Bello leggere la tua vita..."dall'alto" dei tuoi anni, tutto lo rende ancora più vero e per me è ulteriore segno che solo noi possiamo fare la differenza .... GRAZE Lucio...

Ciao Lucio,

mi è piaciuto molto leggere la tua vita.

oggi credo che di spirituale c'è solo la verità.

mi piace molto vedere quanto ci si può mettere a nudo ed essere onesti fino agli abissi, con se stessi.

credo fermamente che la verità sia l'unica vera forma di spiritualità.

Il mio MAESTRO un giorno, in un messaggio mi disse:

"verrà il giorno in cui non avrete più posto dove nasconderVi e tutto il buio dovrà lasciare spazio alla Luce",

CHE SIA GIUNTO IL MOMENTO?

spero vivamente di si,

grazie di cuore per il tuo coraggioso scritto,

Mara

 

LA LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE

GRAZIE PER QUESTA SENTITA E BELLISSIMA TESTIMONIANZA......VIRAMO{#emotions_dlg.salut}

 
 
Parte 1
Conoscere il Giudice Interiore
La prima cosa che compare appena ti svegli è lui: il tuo giudice interiore.
Appare nella forma di un giudizio, una preoccupazione, una spinta o pressione a fare, un biasimarti per qualcosa che hai fatto o pensato, un'incertezza, ecc.
Il giudice interiore è quella presenza che non ti fa sentire in pace con te stesso, con ciò che sei e con la tua esperienza nel presente.
Il giudice interiore è impegnato costantemente a criticare, valutare, giudicare, paragonare e commentare sulla tua esperienza, te e tutto ciò che ti circonda.
La presenza del giudice interiore è profondamente sottovalutata o addirittura negata nel tentativo di non sentire il dolore o l'ansietà che ci provoca (visto che di fatto il giudice è colui che dirige in maniera subconscia la maggior parte ella nostra vita).
In molte tradizioni mistiche (Zen, Sufi, Advaita) l'evento Illuminazione coincide con la scomparsa/silenzio del giudice interiore ed il manifestarsi della conoscenza oggettiva di noi stessi e della realtà.
Il Giudice Interiore è ben conosciuto anche nella tradizione psicanalitica classica col nome di Superego ed è l'introiezione dei genitori, i loro standard, divieti e speranze, codici morali e di comportamento.
La funzione principale del giudice è di garantire la nostra sopravvivenza difendendoci contro il cambiamento e mantenendo lo status quo; fissando costantemente limiti e restrizioni all'esperienza, ricreando un'immagine di noi stessi rigida e ripetitiva. Esso fa sì che i limiti siano rispettati attraverso il senso di colpa, la vergogna, l'autopunizione, la mancanza di stima e di valore.
I MESSAGGI FONDAMENTALI DEL GIUDICE SONO:
DOVRESTI ESSERE DIVERSO!
e NON CAMBI MAI!

  • Riconoscimento della presenza del giudice: i sintomi dell'essere sotto attacco, colpa, vergogna, shock, senso d'impotenza, incapacità di agire ecc.
  • Comprensione: perché il giudice esiste? Quale è la sua funzione? Realizzare con chiarezza che IL GIUDICE NON SONO IO
  • Guarigione e integrazione: come uscire dal conflitto interno col giudice.
  • Parte 2
    Immagine di Sé e Spazio
    Per crescere, per sentirci bene, per avere l'esperienza delle sottili manifestazioni della nostra Natura Essenziale abbiamo bisogno di una consapevole relazione con lo Spazio. Avrai notato forse che quando stai bene, quando ti senti in espansione, quando sei connesso con te stesso percepisci lo Spazio in modo diverso.
    Questa relazione tra Spazio (interiore/esteriore) e benessere è fondamentale e dipende dalla consapevolezza che abbiamo della nostra immagine di noi stessi e del suo rapporto con il Superego (giudice interiore).
    Uno dei compiti principali del giudice interiore è mantenere e sostenere una rigida immagine di noi stessi attraverso abitudini, giudizi, pregiudizi e meccanismi di difesa e di sopravvivenza.
    Questa immagine esiste come una collezione di confini psichici, emozionali e fisici che definiscono ciò che sonoIoe ciò che èl'Altro.
    Come mura di un castello esse proteggono e contengono ciò che èdentro e lo separano da ciò che èfuori.
    La nostra percezione dello Spazio, sia interiore che esteriore, e della realtà in genere è, quindi, condizionata da queste mura, da queste immagini e dal Superego.
    In questa sezione del percorso esploriamo:
  • Le immagini di noi stessi e del mondo che continuamente ricreiamo e come condizionano la nostra percezione della realtà e le nostre relazioni.
  • L'esperienza della fondamentale natura della mente e del cuore: Spazio privo di contenuto e pieno di consapevolezza, pace e silenzio.
  • Lo spostamento cosciente della nostra consapevolezza da pensiero/immaginazione a sentire/attenzione diretta.

  • Parte 3
    Dalla Scarsità all' Abbondanza
    Abbondanza e vitalità.
    L' esistenza ribolle di potenzialità e possibilità, di creatività e desiderio.
    Un rapporto infantile con il nostro giudice interiore ci rende incerti, insicuri, timorosi di sbagliare. La dipendenza interna dall' inconscia struttura di giudizio ereditata dai nostri genitori e dalla società ci obbliga a guardare a noi stessi e al mondo in modo distorto.
    Il principio di scarsità, basato su limiti e conflittualità, è al centro della struttura psichica chiamata Superego insieme alla profonda e inconscia convinzione dell' impossibilità di soddisfazione. E quando il piacere e la soddisfazione avvengono essi DEVONO essere temporanei e NON POSSONO DURARE.
    La convinzione che la vita sia scarsa: d' amore, di ricchezza, di gioia, di sessualità, d' intimità e di passione e che c' è da lottare, faticare o accontentarci, crea una rete di tensioni nel corpo e un sottile cappa di grigiore e delusione che ci avvolge filtrando l' esperienza del momento e leggendola con gli occhi spenti del passato.
    Anche temporanee soddisfazioni e conquiste non scalzano mai questa radicata convinzione che l' abbondanza non è possibile. O che non la meritiamo.
    Diventando consapevoli di questa cappa e dei suoi effetti e della fondamentale falsità delle sue premesse, liberiamo la nostra gioia di vivere e la capacità concreta di manifestare abbondanza nella nostra vita.
    .


    Avikal E. Costantino
    Avikal E. Costantino, prima di diventare sannyasin nel 1983, ha girato il mondo lavorando come antropologo, fotografo e scrittore.
    Il suo amore per le Arti Marziali, che ha cominciato a praticare nel...

    continua >

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    SINCRODESTINO

    Si Lucio.......grazie per il tuo scritto che mi è giunto proprio a puntino per risollevarmi dallo sconforto di due giornate trascorse a "vedere"  quanti rospi ho ingoiato nella mia attuale vita e a "sentire" quanto (nel mio inconscio) sto ancora permettendo ai sensi di colpa di ferirmi.

    Sempre più credo nel sincrodestino. Anno dopo anno, giorno dopo giorno la vita mi ha insegnato e anche confermato che, se sei attento, le risposte ti arrivano in modo del tutto inatteso o con meravigliose coincidenze come questo tuo "testamento" .

    Abbiamo pressappoco la stessa età ed è giunto, anche per me, il momento di fare chiarezza con me stessa e con gli altri. Dunque, devo fare testamento nel senso pratico e letterale della parola, per non lasciare incompiute o sospesi specialmente karmici.

    Mi ha fatto particolarmentre riflettere questa frase:

    Si sa, i veri Maestri di vita sono le persone a noi più vicine, perché avranno la possibilità di ferirci e così farci progredire con quell'insegnamento che la vita con insistenza ci porge e noi spesso con altrettanta insistenza ignoriamo, anche per vigliaccheria mascherata da buonismo.

    VERO ! VERISSIMO!

    Circa 3 anni fa, all'inizio di un corso di consapevolezza, avevo fatto una solenne dichiarazione: " Voglio vedere il mio buonismo fino in fondo".

    Eccomi servita. In questo lasso di tempo sono stata ampiamenrte esaudita e allora

    FORZA NORI, non sei ancora arrivata al fondo.

    Dunque, di nuovo GRAZIE  A  TUTTO  E A TUTTI.

    Namasté   Nori

     

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