Ciò che vediamo non è la realtà, ma il nostro passato.

Ciò che vediamo non è la realtà, ma il nostro passato.

Ciò che vediamo non è la realtà, ma il nostro passato.

26/03/2021 0 Di Manisha

La coscienza centrale in noi é pura, vede le cose come sono; essa quando osserva immobile la realtà é come uno schermo, o uno specchio che mostra fedelmente tutte le cose, mentre quando é attiva é come un proiettore.

Tale coscienza per operare bene deve essere trasparente e libera, ma in noi non lo è, perché le esperienze che abbiamo avuto e che si sono depositate nel nostro subconscio, si  interpongono come una lente deformante tra la nostra coscienza e la realtà facendocela percepire ed interpretare  in modo deformato.
Infatti, tutte le esperienze che abbiamo avuto, e che abbiamo,  si ‘scrivono’ sul ‘diario’ della nostra coscienza di base, che si impressiona come una pellicola fotografica.
Il nostro subconscio è tutto ‘dipinto’ dai colori del passato, ricordi formati da immagini, emozioni e sensazioni (schemi cognitivi) che emergono continuamente dal profondo, mostrandoci il presente coi colori del passato, facendoci percepire (distorsione percettiva) ed interpretare (distorsione cognitiva) la realtà in modo errato e di seguito facendoci comportare in modo incongruo, inadeguato e disfunzionale rispetto alle situazioni contingenti.

il Dismorfismo corporeo è una fobia che nasce da una visione distorta che sia ha del proprio aspetto causata da esperienze primarie svalutanti impresse nella coscienza.

La sofferenza é spesso causata proprio da una percezione ed interpretazione errata della realtà che nel tempo struttura delle impressioni, delle convinzioni, delle paure, delle attrazioni e delle repulsioni rigide rispetto alla realtà.

A questo meccanismo interiore si accompagnano delle reazioni comportamentali (comportamenti difensivi) apprese nel passato che innescano una coazione a ripetere autosabotante (vedi articolo precedente).

Conoscere queste modalità psichiche ci permette di prenderne consapevolezza e gestire meglio noi stessi nella realtà.

Elenco qui di seguito le più note DISTORSIONI COGNITIVE:

LETTURA del PENSIERO: si attribuiscono pensieri o atteggiamenti ad altre persone proiettando su di esse le nostre paure e convinzioni più o meno consce. Spesso si associa ad un’eccessiva attenzione per il giudizio altrui:

“Se non mi ha chiamato è perché avrà pensato che non sono interessante”.

ASTRAZIONE SELETTIVA significa notare solo gli aspetti negativi della realtà e cioè quelli che confermano le nostre paure, convinzioni, ecc. Questa modalità di pensiero si abbina facilmente alla generalizzazione.
L’unica volta che  l’ amico non risponde su whatsapp si pensa:

“non risponde mai…”

Quando GENERALIZZIAMO partiamo da un caso particolare dandogli una valenza universale.
Ciò è possibile usando parole come “sempre”, “mai”, “tutto”, “niente” ecc. Stiamo generalizzando quando qualcosa non va per il verso giusto e diciamo a noi stessi:

“tutta la mia vita è un fallimento”.

PENSARE in modo DICOTOMICO consiste nel ritenere che se nella vita non si ottiene tutto non si otterrà nulla. Se vediamo il mondo attraverso il pensiero dicotomico penseremo che non ci siano vie di mezzo tra successi e insuccessi.

La SVALUTAZIONE avviene quando consideriamo i nostri successi insignificanti e li interpretiamo come “fortunosi” o “immeritati” perché non diamo a noi stessi alcun valore.

La PERSONALIZZAZIONE si attua attribuendo unicamente a se stessi la colpa di un insuccesso per il quale potrebbero essere rintracciate molteplici cause.

“E’ tutta colpa mia se nell’azienda gli affari stanno andando male”.

La CATASTROFIZZAZIONE avviene quando si ritengono le conseguenze delle nostre azioni come terribili e catastrofiche.

Nella SOPRAVVALUTAZIONE delle probabilità degli eventi negativi tendiamo a pensare che gli eventi spiacevoli possano avvenire con molta più probabilità di quella reale.
Per esempio, potremmo sovrastimare la probabilità di avere un incidente automobilistico.

Con il RAGIONAMENTO EMOTIVO pensiamo che i sentimenti che proviamo siano indicatori precisi di ciò che sta accadendo intorno a noi.

Es. proviamo tristezza e riteniamo che le cose a lavoro stiano andando male.

Nel SALTARE alle CONCUSIONI si considerano i problemi in modo superficiale giungendo repentinamente a conclusioni negative.

La PREVISIONE avviene quando si pensa di poter conoscere già prima come le cose andranno a finire “tanto so che andrà male”.

Ponendo eccessiva ATTENZIONE al PASSATO tenderemo a soffermarci su errori passati e bloccheremo la nostra possibilità di cambiamento.

Infine l’ETICHETTAMENTO di sé (“sono fatto così”) è un modo con cui possiamo bloccare la nostra maturazione evitando nuovi apprendimenti che disconfermerebbero questa nostra credenza.

Manisha

Prima pubblicazione : 18-19 dicembre 2018

 

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