Mai sentito parlare di intelligenza emotiva?

 

Mai sentito parlare di intelligenza emotiva? Io sì, da un numero spropositato di persone. Questo non è un male, soprattutto perché è un concetto che tutti dovrebbero conoscere. Come in molti altri casi, però, occorre che chi ne parla abbia piena consapevolezza di ciò che si intende con questa espressione. Ecco allora perché diventa prima di tutto necessario ovviare a questo “piccolo inconveniente”.

Cosa si intende quando si parla di “intelligenza emotiva”?

Si tratta di un’espressione dell’intelligenza che si concretizza nella capacità di percepire, valutare ma anche, più in generale, comprendere e saper esprimere le emozioni. Non certo una robetta da nulla.

Se hai mai ascoltato uno dei miei podcast, letto il mio blog o magari il mio libro, “Il potere del Cambiamento” (Hoepli, 2019), saprai già che instaurare un rapporto sano con le proprie emozioni, e quindi con sé stessi, è per me il punto di partenza, un requisito fondamentale per qualsiasi obiettivo tu voglia raggiungere. Se desideri ottenere risultati, raggiungere il successo e vivere una vita che non somigli a quella di un automa ma che invece ti soddisfi, devi entrare a contatto con la parte più profonda di te, comprendere davvero le tue ragioni e meccanismi più profondi, i tuoi reali desideri. Non puoi evitarlo né farne a meno.

L’intelligenza emotiva, e dunque il saper riconoscere, usare e capire ogni sfumatura di ciò che provi tu e di ciò che provano gli altri, è una chiave importante. Fa parte a tutti gli effetti di quel bagaglio di capacità che ti sarà molto utile sviluppare e tenere in costante allenamento. In che modo? Lo scopriamo adesso.

l primo passo? L’onestà

Per quanto sia tra i più efficaci, questo tipo di intelligenza è forse quello che le persone hanno più reticenza a sviluppare. Il motivo è presto detto: l’intelligenza emotiva richiede di creare un contatto diretto con sé stessi, di mettere da parte le tante e tante maschere che si indossano ogni giorno, e questo per qualcuno può risultare scomodo e fare quasi paura. Vale anche per te?

Perché tu abbia consapevolezza delle tue emozioni, e quindi di quelle degli altri, occorre innanzitutto che tu impari a usare onestà nei confronti di te stesso. Questo cosa significa? Significa imparare a vivere ciò che provi in modo aperto e privo di giudizi, anche se hai l’impressione che alcune delle tue emozioni possano rientrare tra quelle “negative”, non “accettabili” o essere magari fonte di vergogna.

Questo tipo di giudizio è un peso che ti hanno insegnato a portare ma che ti impedisce di vivere e conoscerti a pieno. Piuttosto che provare un’emozione che ritieni sia “sbagliata”, finisci per negarla, e nel far questo neghi anche una parte di te, iniziando a provare un senso di frustrazione e costrizione che non capisci nemmeno da dove derivi.

Nel momento in cui, attraverso un onesto e limpido dialogo con te stesso, inizi a sviluppare l’autoconsapevolezza, ti accorgi anche di quanto questa possa incidere in modo positivo sulla tua vita. Tra i tanti aspetti interessanti, l’autoconsapevolezza può aiutarti a gestire meglio la tua emotività e il tuo rapporto con gli altri, ad acquisire più fiducia in te stesso e a prendere delle decisioni di vita più in linea con ciò che ti senti pronto e felice di affrontare. Può aiutarti, in poche parole, a trovare un tuo equilibrio.

La profonda importanza del tuo corpo

Per l’intelligenza emotiva, il corpo gioca un ruolo fondamentale. Se la nostra mente è l’organo più potente di cui disponiamo, è altrettanto vero che il corpo è uno dei suoi canali di comunicazione prediletti. Attraverso il corpo, la nostra mente ci parla e instaura con noi una comunicazione. Il fatto che ti risulti più o meno chiara dipende dalla tua capacità di comprenderla.

Non parlo di quando ti brontola lo stomaco perché hai fame o di quando ti si chiudono gli occhi perché è il caso che tu vada a dormire: questa è soltanto di una manifestazione delle tue funzioni di base come essere umano.

Mi riferisco invece al modo unico in cui le emozioni che provi trovano espressione a livello fisico, perché ognuno di noi sperimenta questo tipo di comunicazione mente-corpo in maniera differente. Cosa accade al tuo corpo, ad esempio, quando sei stressato? Alcuni sentono un nodo allo stomaco, altri invece soffrono di forti mal di testa. E quando invece sei felice, cosa accade?

Oltre a questo, impara a prestare particolare attenzione al modo in cui il tuo corpo, così come quello degli altri, dialoga con il mondo esterno, ovvero a quello che viene comunemente definito il “linguaggio del corpo”.

Comprendere tale linguaggio significa poter attingere a tantissime informazioni sulle persone con cui si interagisce, e al tempo stesso diventare anche più consapevoli di quelle che si lasciano trapelare all’esterno.

Il linguaggio del corpo ti invita a non fermarti all’apparenza e a ciò che viene espresso a parole, ma a iniziare a leggere tra le righe e a prestare attenzione ai dettagli, ai piccoli gesti, alle espressioni del viso, così da renderti conto che uno sguardo o una stretta di mano può rivelare molti più aspetti di una persona di quanto possano fare altri gesti meno significativi ma più plateali.

L’intelligenza emotiva, una chiave per il tuo equilibrio

Lavorare sulla tua intelligenza emotiva e imparare a contare sulla tua capacità di riconoscere e comprendere le emozioni è essenziale per poter trovare o ri-trovare il tuo equilibrio, sia con il tuo mondo interiore che con il mondo esterno, le altre persone.

Non confonderti, però: l’equilibrio non è il tuo punto di arrivo, ma quello di partenza. Io lo intendo come una condizione di presa di coscienza totale nella quale hai contezza di chi sei, di dove sei e di dove stai andando. L’equilibrio di oggi non è e non potrà essere l’equilibrio di ieri, né quello di domani, ma se continuerai a usare la tua intelligenza emotiva per ascoltare il tuo universo emozionale, rispettare i tuoi reali desideri e obiettivi e dare spazio alle persone giuste, costruirai un equilibrio nuovo di giorno in giorno, attimo per attimo. Senza mai perderti di vista.

Dario Silvestri


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