sarà un bene? sarà un male? si vedrà...( C'E' POSTA PER ALBA )

Amici,

scusate se sono ripetitiva quando dico che l'Esistenza mi ama ma lo sono perchè ogni giorno ne ho conferma.

Vengo ai fatti: avevo da parecchio appuntamento col dentista per venerdì 4 dicembre e poi è arrivata la telefonata che l'appuntamento era rinviato a mercoledì 9 dicembre.

Al momento la cosa mi ha disturbato però UDITE UDITE  iera sera 8 dicembre mentre cenavo mi si è rotto un vecchio ponte e meraviglia delle meraviglie oggi avevo l'appuntamento ed è stato tutto sistemato.

Se fossi andata al 4 oggi mi sarei trovata col problema da risolvere.

Quello che mi sento di dirvi è: quando ci capita qualche imprevisto, qualche contrattempo non tiriamo subito delle conclusioni ma mettiamoci nell'ottica: se è un bene o se è un male si vedrà.....

Un abbraccio - Alba

Non si può mai dire,,,osho..

Non si può mai dire

La paura dei cambiamenti nasce sempre dal timore
che le cose possano andare peggio di quanto stiano andando. In realtà
distinguere sul momento una disgrazia da una fortuna non è per niente
facile, come ci dimostra questa storiella, molto amata da Lao Tzu.

In un villaggio viveva un vecchio molto povero, ma
perfino i re erano gelosi di lui perché aveva un bellissimo cavallo
bianco; non si era mai visto un cavallo di una simile bellezza, una
forza, una maestosità… i re offrivano prezzi favolosi per quel cavallo,
ma l’uomo diceva a tutti: “Questo cavallo non è un animale per me, è
come una persona. E come si può vendere una persona, un amico?”. L’uomo
era povero, la tentazione era forte, ma non volle mai vendere quel
cavallo.

Un mattino scoprì che il cavallo non era più nella
stalla. L’intero villaggio accorse e tutti dissero: “Vecchio sciocco!
Lo sapevamo che un giorno o l’altro ti avrebbero rubato il cavallo.
Sarebbe stato molto meglio venderlo. Potevi ottenere il prezzo che
volevi. E adesso il cavallo non c’è più, che disgrazia!”.

Il vecchio disse: “Non correte troppo! Dite
semplicemente che il cavallo non è più nella stalla. Il fatto è tutto
qui: il resto è solo giudizio. Se sia una disgrazia o meno non lo so,
perché questo è solo un frammento. Chissà cosa succederà in seguito?”.
Ma la gente rideva, avevano sempre saputo che era un po’ matto.

Dopo quindici giorni, una notte, all’improvviso il
cavallo ritornò. Non era stato rubato, era semplicemente fuggito, era
andato nelle praterie. Ora non solo era ritornato, ma aveva portato con
sé una dozzina di cavalli selvaggi.

La gente di nuovo accorse e disse: “Vecchio, avevi
ragione tu! Quella non era una disgrazia. In effetti si è rivelata una
fortuna”.

Il vecchio disse: “Di nuovo state correndo troppo.
Dite semplicemente che il cavallo è tornato, portando con sé una
dozzina di altri cavalli… chissà se è una fortuna oppure no? È solo un
frammento. Fino a quando non si conosce tutta la storia, come si fa a
dirlo? Voi leggete solo una parola in un’intera frase: come potete
giudicare tutto il libro?”.

Questa volta la gente non poteva dire nulla,
magari il vecchio aveva ragione di nuovo. Non parlavano, ma nell’intimo
sapevano bene che il vecchio aveva torto: dodici bellissimi cavalli,
bastava domarli e poi si potevano vendere per una bella somma.

Il vecchio aveva un unico figlio, un giovane che
iniziò a domare i cavalli selvaggi. E dopo una sola settimana, cadde da
cavallo e si ruppe le gambe. Di nuovo la gente accorse, dicendo: “Hai
dimostrato un’altra volta di avere ragione! Non era una fortuna, ma una
disgrazia. Il tuo unico figlio ha perso l’uso delle gambe, ed era
l’unico sostegno della tua vecchiaia. Ora sei più povero che mai”.

Il vecchio disse: “Sempre a dare giudizi, è
un’ossessione. Non correte troppo. Dite solo che mio figlio si è rotto
le gambe. Chissà se è una disgrazia o una fortuna?… non lo sa nessuno.
È ancora un frammento, non ne sappiamo mai di più…”.

Accadde che qualche settimana dopo il paese entrò
in guerra, e tutti i giovani del villaggio furono reclutati a forza.
Solo il figlio del vecchio fu lasciato a casa perché era uno storpio.
La gente piangeva e si lamentava, da ogni casa tutti i giovani erano
stati arruolati a forza, e tutti sapevano che la maggior parte non
sarebbe mai più tornata, perché era una guerra persa in partenza, i
nemici erano troppo potenti.

Di nuovo, gli abitanti del villaggio andarono dal
vecchio e gli dissero: “Avevi ragione, vecchio: la tua è stata una
fortuna. Forse tuo figlio rimarrà uno storpio, ma almeno è ancora con
te. I nostri figli se ne sono andati, per sempre. Almeno lui è ancora
vivo, a poco a poco ricomincerà a camminare, magari solo zoppicando un
po’…”.

Il vecchio, di nuovo, disse: “Continuate sempre a
giudicare. Dite solo che i vostri figli sono stati obbligati a partire
per la guerra, e mio figlio no. Chi lo sa… se è una fortuna o una
disgrazia. Nessuno lo può sapere veramente. Solo dio lo sa, solo la
totalità lo può sapere”.

Non giudicare, altrimenti non sarai mai unito alla
totalità. Sarai ossessionato dai frammenti, vorrai trarre delle
conclusioni basandoti solo su dei particolari. Una volta che hai
espresso un giudizio, hai smesso di crescere. Di fatto, il viaggio non
finisce mai. Un sentiero finisce, e ne inizia un altro. Una porta si
chiude, e un’altra se ne apre…

 

tratto da:Osho, Until You Die # 2

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La Legge di risonanza e dell'Equilibrio uiversale è comprensibile solo se si è ATTENTI alle cosidette coincidenze... Tu hai saputo vedere queste meravigliose combinazioni che, attraverso il sincrodestino, AGISCONO..... Namaste'  Ciao!

Pienamente d'accordo!

Pienamente d'accordo!Sorriso

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